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Il team che ha creato Lucanum (da sinistra: Mario Mosca, Vito Santarcangelo, Antonio Ruoto, Nicolo Montesano e Cristiano Di Gabriele))

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Un team di giovani creativi ha pensato così di far scoprire cultura e storia locali tirando i dadi. Intervista all’ingegnere informatico che ha immaginato un prodotto alternativo per la conoscenza del territorio

POTENZA – I giochi da tavolo esistono da più di quattromila anni. A parte ambientazioni e materiali, sostanzialmente hanno mantenuto nel tempo meccanismi, caratteristiche e finalità. E un aspetto fondamentale: si tratta di oggetti, concreti e palpabili.

Data la premessa, la probabilità che un informatico – mago del virtuale e dell’immateriale – idei e realizzi un gioco fatto di carta, cartoncino e immancabili dadi è la stessa che una suora di clausura diventi una conferenziera o che uno youtuber giri un film con una cinepresa Super8.

Eppure, è avvenuto. E il prodotto in questione (si chiama Lucanum) ha un obiettivo nobile: far conoscere la Basilicata attraverso il gioco. Ci si riunisce attorno a un tavolo, ognuno sceglie il proprio segnalino e poi si parte per una cavalcata culturale attraverso i comuni lucani.

Ad aver gridato “Eureka!” mentre gli si accendeva la classica lampadina sulla testa, Vito Santarcangelo, lucano doc, 32 anni di pura creatività: ingegnere informatico laureato al Politecnico di Bari con dottorato di ricerca in Matematica e informatica conseguito a Catania. E’ lui a spiegarci meglio di cosa stiamo parlando e dove può arrivare questo progetto (che ha anche un suo sito internet: https://lucanum.it/).

Partiamo dall’idea. Quando le è venuto in mente di creare un gioco da tavolo legato al territorio lucano?

«Da anni ci occupiamo di progetti di valorizzazione territoriale (basti pensare al progetto Aroundly e al chatbot turistico Undy), e abbiamo pensato di declinare le nostre competenze multidisciplinari creative nella realizzazione di un gioco da tavolo innovativo per far conoscere il nostro territorio».

Come si è sviluppata questa idea?

«La iInformatica Srls è una Pmi (acronimo di “Piccole e medie imprese”, ndr) innovativa che ha una forte vocazione alla ricerca e implementazione di soluzioni innovative, e coniuga al suo interno competenze trasversali quali l’ingegneria del software, la tutela della proprietà

intellettuale, la sicurezza delle informazioni e la comunicazione e design. Il nostro team è a tutti gli effetti una famiglia under 35 che crede negli stessi valori di crescita personale e professionale mettendo in campo le proprie competenze al servizio delle realtà del territorio».

Ci parli anche della sua società, dei suoi compagni di viaggio e del loro ruolo.

«Il lavoro di squadra è alla base del progetto Lucanum, il tabellone è un’opera dell’artista Cristiano Di Gabriele, i testi del book sono a cura di Francesco Foschino e Nicolò Montesano, l’app è a cura di Diego Sinitò e Michele Di Lecce con il supporto di Emilio Massa, l’identità visiva del progetto è a cura di Antonio Ruoto, i disegni sono a cura di Gioele Gargano e l’editing dei testi è a cura di Mario Mosca e Saverio Crisafulli».

Quali sono le caratteristiche di questo gioco?

«Lucanum è una opera editoriale caratterizzata da una plancia di gioco per vivere due diverse modalità (viaggiatore ed esploratore), un book che racconta le tipicità lucane e raccoglie 560 domande sui comuni lucani in italiano ed inglese (per la modalità di gioco esploratore), carte missione che guidano al raggiungimento dell’obiettivo tramite la ricerca di tre carte elemento (panoramico, enogastronomico e artistico), app progressiva per vivere le due modalità di gioco, esplorare scenari in realtà virtuale e partecipare alla classifica del mese».

Perché usare il latino e la forma neutra per il nome del gioco?

«Il progetto di valorizzazione territoriale racconta la storia della nostra terra e le nostre origini, e il latino è la lingua che ben si presta a comunicare il nostro obiettivo di gioco. In una prima fase doveva chiamarsi “Tempus Lucanum” proprio per valorizzare la dimensione storica del gioco, tuttavia durante l’evoluzione del meccanismo di gioco ci si è focalizzati sul solo aggettivo “Lucanum” ».

Lei è un informatico, l’azienda ha nel nome questa branca della scienza. Come mai partendo dal regno dell’immateriale, del virtuale e dell’intangibile siete arrivati al mondo fisico con un tangibilissimo gioco da tavolo?

«La nostra realtà ha un Dna camaleontico, dato dall’eterogeneità di competenze e professionalità che la caratterizzano e dalla fortuna di lavorare in progetti con brillanti realtà di vari settori. Lucanum è a tutti gli effetti un esempio di serendipità, caratteristica che è insita nelle realtà fortemente vocate al pensare e ricercare soluzioni nuove. Siamo così passati dalla dimensione totalmente virtuale delle nostre app e del cloud al voler creare un prodotto tangibile che nelle sue caratteristiche coniuga tutte le nostre competenze tecniche e il nostro amore per la valorizzazione del territorio».

Per giocare c’è bisogno di uno smartphone o di un tablet?

«No, non è necessario. E’ possibile giocare sia nella modalità tradizionale (tabellone, card e libro), sia nella modalità in app».

Avete usufruito di fondi pubblici?

«No, Lucanum è un nostro progetto di innovazione ed è frutto del nostro investimento come azienda privata e del supporto di alcune brillanti aziende del nostro territorio».

Ci dice qualche particolarità, qualche curiosità della dinamica di gioco e delle informazioni che vengono divulgate attraverso “Lucanum” sulla Basilicata?

«Lucanum è un gioco di strategia ed è uno strumento innovativo per conoscere e studiare il nostro territorio. Inoltre, è possibile che nella propria carta missione ci siano elementi comuni con quella di altri giocatori, e in tal caso le caselle “brigante” consentiranno di effettuare il ratto di elementi fra i vari giocatori. Il book raccoglie domande su tipicità, personalità, storia e leggende del nostro territorio».

Come si fa ad acquistarlo? «E’ possibile acquistarlo online dal nostro sito www.lucanum.it e nelle principali librerie del territorio lucano».

E’ possibile considerare “Lucanum” un trait d’union fra il sapere tradizionale (la storia e la cultura lucane divulgate attraverso il gioco) e i saperi del futuro (l’anima innovativa del prodotto)?

«E’ un vero onore sentire declinare in tal modo il nostro progetto, e sicuramente gli ingredienti insiti in Lucanum sono il perfetto connubio fra tradizione e innovazione, simbolo del nostro team di giovani innovatori fortemente legati alle proprie radici».

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