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Lo stadio "Viviani" di Potenza

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POTENZA – Il Consiglio federale della Figc è in calendario domani e, tra le altre priorità, all’ordine del giorno risulta anche la discussione delle norme regolamentari e i criteri di rilascio delle Licenze nazionali per la prossima stagione. Ovviamente Serie C compresa.
Ma è quello che è avvenuto alla vigilia che autorizza – in casa Potenza – ad essere molto ottimisti. A fronte di una iniziale chiusura, infatti, il presidente della Lega B, Mauro Balata, ha aperto le porte alla riforma dei campionati, a cominciare dalla categoria che rappresenta.
Manna dal cielo per i rossoblù, che da sempre, attraverso una posizione chiara e spiegata in giro per l’Italia del presidente Caiata, hanno da sempre auspicato un cambiamento radicale del format dalla B alla D, pensando in maniera decisa soprattutto a una cadetteria allargata a 40 squadre. Ipotesi, che adesso sta circolando sui social come “riforma-Caiata”, che candiderebbe anche la sua società a un salto di categoria.
Sul tema della riforma dei campionati sembra abbia cambiato opinione anche il presidente della Lega Pro Ghirelli, oltre a quello della D Sibilia, come si deduce dalle dichiarazioni rilasciate nelle scorse ore.
Procedendo con ordine, Balata ha affermato che «il momento di grave crisi impone alla dirigenza che guida il movimento di mettere mano a quelle riforme necessarie a mettere in sicurezza il sistema e per questo non più rimandabili». Balata ritiene che le “riforme vanno affrontate con grande senso di responsabilità e con interventi mirati e decisi”.
«Un percorso che determini un vero cambiamento nella direzione dell’innovazione e di un futuro del calcio che possa determinare la riaffermazione di quel ruolo di leadership che l’Italia ha sempre occupato. Sostenibilità, regole di accesso rigide e chiare, trasparenza devono essere linee guida di una riforma complessiva che consenta di definire un sistema credibile e solido. La Lega B è pronta a intraprendere questo profondo percorso di rinnovamento e sviluppo nella direzione di un calcio rinnovato, moderno sostenibile. In tale senso auspico un’iniziativa forte della Federazione», ha concluso Balata.
E dalla Lega Pro, Ghirelli si è detto: «Pronto, oggi e non domani, a lavorare per la riforma dei campionati. Renderemo noti presto i dati di come la pensano i sessanta presidenti di C in merito e si scoprirà la cultura di chi ragiona a sistema, rispetto a chi guarda la riforma da un buco della serratura per soli scopi personali».
Infine della D, Sibilia ha definito “questa un’occasione unica per mettere in atto riforme strutturali, non più rinviabili”.
Riforma, quindi, prima di ogni altra cosa. E, dicevamo, on line e sui siti di riferimento a diversi club del calcio italiano, la proposta che interessa a queste latitudini è quella che sta passando come la “riforma-Caiata”.
Il patron rossoblù ha proposto una serie B divisa in due gironi (Centro/Nord e Centro/Sud) ognuno di 20 squadre, composto dalle squadre che saranno determinate da promozioni e retrocessioni, più altre 20 provenienti dall’attuale C.
La categoria immediatamente successiva sarà una sorta di Serie C dilettantistica o semiprofessionistica, composta da tre gironi da 20 squadre, composti dalle 40 squadre di C non salite in B, e da 20 di D, ovvero le prime dei nove gironi (Lucchese, Pro Sesto, Campodarsego, Mantova, Grosseto, Matelica, Turris, Bitonto e Palermo) più altre 11 da selezionare in base a scelte che prediligeranno società sane e piazze prestigiose, da tempo lontane dal calcio che conta.

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