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IL PIACERE costa caro per i lucani ai tempi della pandemia. Nel post lockdown le escort abbassano i prezzi in quasi tutta Italia tranne in Basilicata. Le tariffe delle professioniste del sesso a Potenza e Matera hanno infatti subito un incremento rispettivamente del 18% e del 21%.

Dati in netta controtendenza rispetto alla maggior parte delle province italiane dove a causa della pandemia i prezzi delle prestazioni delle escort sono in calo. Lo rivela Escort Advisor, il sito di recensioni di escort più visitato in Europa con oltre 2 milioni e 300 mila utenti mensili in Italia. La situazione appare simile anche in Puglia dove c’è un rincaro delle tariffe a Bari (+1%), Brindisi (+4%) Lecce (+5%), Foggia (+16%) e Taranto (+18%). Una diminuzione dei prezzi si registra solo nella provincia di Barletta-Andria-Trani (-32%). A Salerno il rincaro è stato del 16 % mentre in Calabria c’è stato un incremento a Cosenza (+15%) e Reggio Calabria (+2%) e un crollo delle tariffe a Vibo Valentia (-49%), Crotone (-33%) e Catanzaro (-16%).

Come tutti i settori, anche quello del sesso a pagamento risente della crisi legata al Covid-19 e al lockdown. Nonostante i volumi siano nuovamente in crescita sia di utenti che visitano i siti, sia di inserzioniste tornate al lavoro, si dovrà attendere forse la fine dell’estate per rivedere i numeri precedenti alla crisi del settore. Laddove si registra un rincaro dei prezzi influisce sicuramente una minore disponibilità economica da parte dei clienti delle escort.

Rispetto alla media nazionale dei prezzi del 2019 e del periodo antecedente alla pandemia (media di 117 euro), dal 1° maggio fino ad oggi si è registrata però una diminuzione nazionale -7% (media di 110 euro). Ad esempio, hanno subito un ribasso le province di: Milano (-3%), Genova (-17%), Napoli (-8%), Firenze (-12%), Palermo (-6%). Come detto non tutte le province però hanno subito diminuzioni di tariffe.

Alcune, come Roma (+3%), Bologna (+7%), Massa Carrara (+24%), Varese (11%) hanno subito un incremento, mentre altre come Novara e Pavia sono rimaste invariate (0%). La provincia con la maggiore diminuzione è Gorizia (-67%), mentre quella che ha registrato un aumento più alto su tutto il territorio italiano è Isernia (+27%). Tra Nord e Sud ad aggiudicarsi il derby a luci rosse del crollo delle tariffe sono le regioni settentrionali sebbene la situazione sia tutt’altro che omogenea. In particolare in Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino Alto Adige si registra un significativo ribasso dei prezzi. In Piemonte segno “meno” in tutte le province.

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