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VAGLIO –  Un contatto, lei con una parte della Basilicata  l’ha avuto di recente,  nel film “Colpi di fulmine”, in cui tra una pausa e l’altra, ha conosciuto Arisa che definisce: «Una persona deliziosa e una grande artista». Debora Caprioglio per molti è una leggenda,  per gli amanti del genere è stata la più  grande musa del genio di Tinto Brass, insieme a Claudia Koll,  ma è un’attrice completa di cinema e teatro impegnato.  Sarà a Rossano di Vaglio questa sera, dalle 21, insieme a Enrico Guarneri, con lo spettacolo “Anfitrione” da Plauto, per la regia di Manfré.  Prima della piéce inserita nello splendido cartellone di “Mefitis”, la bella e passionale Debora si concede ad un’intervista per il Quotidiano della Basilicata.   Debora, che tipo di donna sarà Alcmena, il suo personaggio? «Il mio personaggio è una donna di casa, una donna che vive  una sua realtà. Un pochino tediata secondo la visione di Manfrè. Per cui cerca di dare una parvenza intellettuale ma poi in realtà è una donna che vuole sopravvivere alla sua condizione annoiata; ha  la botta di vita quando arriva Giove travestito  da Anfitrione, in qualche modo ha sicuramente un stacco da questa sua quotidianità, dalla sua routine».

Quanto è cambiata la realtà del tradimento da ciò che racconta  Plauto ad oggi ?

«Non è cambiato nulla. L’essere umano è rimasto intatto in tutte le sue forme ed esternazioni. E’ molto curioso vedere come certe situazioni sono rimaste invariate. Da Plauto, alla commedia dell’arte e poi al teatro successivo sono tutte rappresentazioni dei difetti umani, visti in maniera ironica e divertente. Queste commedie parlano di tradimento e il pubblico ride anche se poi quando invece succede nella vita è un argomento che fa ridere molto poco. E’ un fenomeno catartico come sarebbe nella tragedia, perché anche in queste commedie ci sono vicissitudini umane che vengono quasi esorcizzate con grande ironia».

Certamente con lei sarà una Alcmena particolarmente bella e passionale. Come ha fatto nel tempo a conservare questo suo grande sex appeal? 

«Credo che tutto dipenda dallo spirito, nel senso che io conservo sempre una grande voglia di vivere e una visione ottimistica in generale della vita, delle persone che mi stanno vicino con grande entusiasmo che mi accompagna sempre anche nei momenti più difficili. Questo secondo me ha fatto sì che in qualche modo anche l’aspetto rimanesse  gradevole. Io metto passione in tutto ciò che faccio e credo che questo sia la chiave di un vivere sereno che poi si riflette anche esteriormente oltre naturalmente ad una cura  della propria persona». 

Quanto è stato difficile scrollarsi di dosso il cliché del film con Brass?

«Era una condizione della partita che io  ho giocato fin dall’inizio con grande umiltà. Il successo iniziale fortissimo e di gran clamore che è avvenuto con quel film, è arrivato quando avevo 20 anni ma sono stata sempre dotata di una saggezza quasi da Dna, ho voluto fortemente indirizzare questo inizio così in una carriera duratura. Forse in questo modo  c’è stato bisogno di impegno e costanza ma sarebbe  stato lo stesso se avessi iniziato in un altro modo. Chiunque fa questo mestiere corre sempre e comunque, nel mio caso è stato frutto di una gestione attenta, come se fosse una vera e propria impresa. Attenta in tutte le scelte avvenute in seguito e comunque il fatto di aver iniziato da giovanissima mi ha dato il tempo per potermi gestire al meglio, se avessi cominciato più tardi probabilmente sarebbe stato più difficile».

Lei prima di “Paprika” era già attrice di teatro. Lo fa fatto anche dopo, con rappresentazioni molto impegnate.  Pensa che  se non avesse fatto quel film  o che comunque “Paprika” non avesse avuto quel grande successo che  ha fatto diventare la pellicola un cult, avrebbe avuto più porte aperte nello spettacolo, diciamo più impegnato?

«Sinceramente non mi sono mai posta queste domande.. Io tendo sempre a guardare avanti e non indietro, sono felice della mia carriera. Conservo un grande ricordo e sono molto contenta di ciò che ho fatto fino ad adesso. Non mi sono mai posta la domanda del bivio. Anche  a me sono capitati momenti difficili in cui c’è stato bisogno di rimboccarsi le maniche, posso dire che  l’ho fatto senza nessun tipo di problema. E’ importante avere  entusiasmo comunque e cercare di superare i momenti difficili con tanta voglia di fare».  

Che tipo di donna e che tipo di attrice lei si ritiene? L’essere così desiderata ha condizionato il suo essere donna?

«Come donna mi sento di essere una donna molto tranquilla che affronta le varie situazioni con calma e tranquillità. Come attrice mi sento una work in progress. Per me donna  in questo momento l’unica cosa che penso è quella di essere desiderata da mio marito che è la persona da cui voglio essere più desiderata. Per il resto ciò che fa parte del lavoro,  lo lascio fuori dalla porta di casa».

Cosa è per lei la Bellezza?

«La Bellezza è una visione assoluta di ciò che ci circonda».  

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