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8 minuti per la lettura

La soprano Paola Natale
torna a casa 
per portare in scena  
“Le notti di Isabella”
con uno spettacolo
di versi e musica
di FRANCESCO ALTAVISTA
VALSINNI –  “ Delitto d’onore” questo il titolo dell’opera che  gli organizzatori  de “Le notti di Isabella”  a partire da questa sera dalle 20;30 e poi per tutti i venerdì e domeniche di agosto  mostreranno al pubblico dell’evento principe dell’estate lucana. Star di questa piéce la soprano originaria di Valsinni  Paola Francesca Natale;  con lei Unaderosa artista napo-lagonegrese  che ha composto anche parte delle musiche insieme ad Antonio Deodati. A dirigere il tutto Erminio Truncellito. In anteprima, per comprendere  meglio di cosa tratterà lo spettacolo tratto da un libretto di Antonello Colli, intervistiamo la protagonista Paola Francesca Natale .    
 “Delitto d’onore” è un’opera mai rappresentata, cosa dal suo punto di vista   può raccontare  di questa piéce?
«Ho avuto la fortuna di conoscere Antonello Colli. Gli ho chiesto  di estrapolare dalla vita di Isabella un libretto d’opera. Lui ha messo su questi versi bellissimi, estrapolandoli da parole di Isabella ma anche  molto dal suo ingegno. Ho fatto poi  una diretta  per la Rai Basilicata    dal castello di Valsinni,  in cui ho anticipato alcuni versi del libretto.  Siamo riusciti a mettere su questo spettacolo con le musiche bellissime di Unaderosa e Antonio Deodati e la regia di Erminio Truncellito».
Quando e in che termini è scoccato l’amore per  Isabella Morra?
«Io  praticamente ho vissuto immaginando di essere lei. Era talmente presente  e vivo nel paese questo personaggio che lo respiravi nell’aria. Poi devo dire che la prima persona che mi ha avvicinato a questo personaggio è stato Mimì Truncellito. Quando ero bambina andai a vedere un suo spettacolo, in cui lui era il  regista e mise alcune scene della vita di Isabella. In cuor mio covai da allora  il desiderio di volerla rappresentare. Io ho fantasticato  molto su di lei, da ragazzina addirittura inventavo storie su di lei. E’ sempre rimasta con me anche andando via da Valsinni. Il mio sogno era nel cassetto, pensavo per sempre ed invece poi è rifiorito».
A livello artistico cosa significa per lei interpretare quest’opera?
«Per me  è un secondo esordio nel dramma. Non mi è mai capitato di morire in scena, perché  avendo una verve diciamo “brillante”, mi hanno affidato ruoli un po’ così quasi da soubrette. Nello spettacolo  “Delitto d’onore” quindi realizzo anche il sogno di morire in scena. Poter dare finalmente spazio a questo atto estremo per me è davvero bellissimo». 
Lei si è esibita in teatri importanti e suggestivi, che effetto le fa ritrovarsi ora nella sua città?
«Erminio mi diceva una cosa: dimentica  tutto quello che hai fatto prima, in questo momento sei a Valsinni, patria di Isabella, vivila così. Nei teatri abbiamo  una situazione diversa, noi non ci dobbiamo preoccupare dei dettagli, tutto è organizzato.  Qui il bello è proprio questo, siamo noi ad essere allo stesso tempo artisti e coordinatori,  mi ha fatto molto crescere questa cosa. Certamente per me è un momento di gioia ma anche di ansia dovermi esibire nel mio paese che devo dire  ha sempre creduto in me».
E’ una sorta di  suo omaggio  a Valsinni?
«Dico il contrario. E’ Valsinni che fa un omaggio a me. Era un mio sogno e ringrazio io il mio paese per avermelo fatto realizzare. Spero che possa crescere  e magari portare l’opera  fuori». 
Ha lavorato con grandissimi della lirica tra cui Placido Domingo. Come si è trovata con lo sciamano Truncellito?
«Lui è un grande perché ha una forza che lo trascende. E’ coinvolgente, poi  dà molto spazio agli artisti. Erminio  si lascia prendere molto da quello che fa. E’ stato una forza in questo spettacolo, ma lo è anche il punto di contatto tra le sinergie che si sono create». 
Concludiamo. Cosa è per lei la Bellezza?
«La Bellezza è qualcosa in parte estetico ma anche una luce che portiamo dentro, un qualcosa che lasciamo agli altri senza traumi». 

VALSINNI –  “ Delitto d’onore” questo il titolo dell’opera che  gli organizzatori  de “Le notti di Isabella”  a partire da questa sera dalle 20;30 e poi per tutti i venerdì e domeniche di agosto  mostreranno al pubblico dell’evento principe dell’estate lucana. Star di questa piéce la soprano originaria di Valsinni  Paola Francesca Natale;  con lei Unaderosa artista napo-lagonegrese  che ha composto anche parte delle musiche insieme ad Antonio Deodati. A dirigere il tutto Erminio Truncellito. In anteprima, per comprendere  meglio di cosa tratterà lo spettacolo tratto da un libretto di Antonello Colli, intervistiamo la protagonista Paola Francesca Natale .    

 “Delitto d’onore” è un’opera mai rappresentata, cosa dal suo punto di vista   può raccontare  di questa piéce?

«Ho avuto la fortuna di conoscere Antonello Colli. Gli ho chiesto  di estrapolare dalla vita di Isabella un libretto d’opera. Lui ha messo su questi versi bellissimi, estrapolandoli da parole di Isabella ma anche  molto dal suo ingegno. Ho fatto poi  una diretta  per la Rai Basilicata    dal castello di Valsinni,  in cui ho anticipato alcuni versi del libretto.  Siamo riusciti a mettere su questo spettacolo con le musiche bellissime di Unaderosa e Antonio Deodati e la regia di Erminio Truncellito».

Quando e in che termini è scoccato l’amore per  Isabella Morra?

«Io  praticamente ho vissuto immaginando di essere lei. Era talmente presente  e vivo nel paese questo personaggio che lo respiravi nell’aria. Poi devo dire che la prima persona che mi ha avvicinato a questo personaggio è stato Mimì Truncellito. Quando ero bambina andai a vedere un suo spettacolo, in cui lui era il  regista e mise alcune scene della vita di Isabella. In cuor mio covai da allora  il desiderio di volerla rappresentare. Io ho fantasticato  molto su di lei, da ragazzina addirittura inventavo storie su di lei. E’ sempre rimasta con me anche andando via da Valsinni. Il mio sogno era nel cassetto, pensavo per sempre ed invece poi è rifiorito».

A livello artistico cosa significa per lei interpretare quest’opera?

«Per me  è un secondo esordio nel dramma. Non mi è mai capitato di morire in scena, perché  avendo una verve diciamo “brillante”, mi hanno affidato ruoli un po’ così quasi da soubrette. Nello spettacolo  “Delitto d’onore” quindi realizzo anche il sogno di morire in scena. Poter dare finalmente spazio a questo atto estremo per me è davvero bellissimo». 

Lei si è esibita in teatri importanti e suggestivi, che effetto le fa ritrovarsi ora nella sua città?

«Erminio mi diceva una cosa: dimentica  tutto quello che hai fatto prima, in questo momento sei a Valsinni, patria di Isabella, vivila così. Nei teatri abbiamo  una situazione diversa, noi non ci dobbiamo preoccupare dei dettagli, tutto è organizzato.  Qui il bello è proprio questo, siamo noi ad essere allo stesso tempo artisti e coordinatori,  mi ha fatto molto crescere questa cosa. Certamente per me è un momento di gioia ma anche di ansia dovermi esibire nel mio paese che devo dire  ha sempre creduto in me».

E’ una sorta di  suo omaggio  a Valsinni?

«Dico il contrario. E’ Valsinni che fa un omaggio a me. Era un mio sogno e ringrazio io il mio paese per avermelo fatto realizzare. Spero che possa crescere  e magari portare l’opera  fuori». 

Ha lavorato con grandissimi della lirica tra cui Placido Domingo. Come si è trovata con lo sciamano Truncellito?

«Lui è un grande perché ha una forza che lo trascende. E’ coinvolgente, poi  dà molto spazio agli artisti. Erminio  si lascia prendere molto da quello che fa. E’ stato una forza in questo spettacolo, ma lo è anche il punto di contatto tra le sinergie che si sono create». 

Concludiamo. Cosa è per lei la Bellezza?

«La Bellezza è qualcosa in parte estetico ma anche una luce che portiamo dentro, un qualcosa che lasciamo agli altri senza traumi». 

Francesco Altavista

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