X
<
>

Share
2 minuti per la lettura

Non è stata necessaria la finzione scenica per descrivere, sul palcoscenico, i patimenti della famiglia Cupiello-Cappiello, povera e al freddo. La temperatura glaciale (e ormai consueta) del teatro Duni, infatti, ha reso quanto più realistica la commedia di Eduardo portata in scena magnificamente dalla compagnia Talìa teatro.
Inconvenienti di una struttura del tutto inadatta al pubblico a parte, il testo del commediografo e attore napoletano ha trovato negli interpreti materani e nella sua rilettura in chiave lucana, un’impeccabile messa in scena.
Il presepe, spettatore inanimato sul tavolino della camera di letto, è il grimaldello per aprire uno squarcio sulla vita di una famiglia nella quale l’umorismo amaro di chi è costretto a sbarcare il lunario, farà i conti con il dolore di un rapporto basato sulla menzogna, con una famiglia in cui il cuore che batte di Brunetta, segna i momenti salienti della casa e il rapporto con Eustachio, suo marito.
Anna Cimarrusti e Antonio Montemurro vengono posseduti dallo spirito dell’autore che ne fa due interpreti mai replicanti, ma sempre espressione di una materanità del tutto unica in cui la recita diventa prolungamento della personalità (in entrambi i casi quotidianemente impegnata su tutt’altro fronte, ndr.).
Non vivono di luce riflessa nemmeno tutti gli altri interpreti (Franco Burgi, Antonella Sasso, Pasquale Maragno, Francesco Palomba, Mario Salluce, Francesco Andrisani, Giulia Cifarelli, Saverio Pietracito, Patrizia Andrisani, Nicoletta Lionetti, Margherita Arrè, Maurizio Cicchetti e Claudio Vicenti) che hanno dato vita ad un ricco universo di personaggi che si muovono in quel contesto popolare tanto caro ad Eduardo De Filippo.
La passione con cui Antonio Montemurro passa al setaccio le commedie di De Filippo, adattandole al contesto locale, d’altronde, è conosciuta. Non si tratta, però, di un copia-incolla stantìo e inutile. Al contrario, ogni particolare ne esce rispettato anche nelle versione materana, segno di un amore verso la commedia partenopea e verso i suoi meccanismi teatrali che proviene da uno studio affettuoso e approfondito.
Il teatro pieno (si replica il 29 dicembre sempre al teatro Duni, ndr.) nei due primi appuntamenti conferma il rapporto che la compagnia da 20 anni, ha con questa città, garantendo spettacoli in nome di una tradizione del teatro popolare che Matera per fortuna non ha mai abbandonato.

a.ciervo@luedi.it

Share

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

Share
Share
EDICOLA DIGITALE