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Il presepe vivente di Matera è ormai un evento istituzionale. Ne parlano giornali, televisioni, rimbomba sui social. Ma è anche un evento “privato”: organizzato da privati, senza alcun controllo pubblico, che incassano peraltro per intero il corrispettivo del salato biglietto d’ingresso senza rendere nulla alla città. Anzi, a quel che mi risulta, percependo anche contributi pubblici.
Ora, non si tratta di voler ostacolare il percorso di chi si impegna per creare in qualche modo “cultura” nella nostra Capitale, quanto di una legittima richiesta di chiarezza e trasparenza.
Ritengo infatti quantomeno improprio che la città metta a disposizione di un privato i propri antichi rioni per ben quattro giorni di fila, sottraendoli a libero uso di turisti e residenti, per consentire di organizzare un evento il cui accesso è consentito solo previo pagamento di un regolare biglietto.
E’ davvero bizzarro e singolare questo trattamento di favore da parte della collettività. E’ vero che, ad esempio, il Carnevale di Viareggio è organizzato in maniera similare. Ma da una Fondazione pubblica, che garantisce trasparenza delle scelte manageriali, il rispetto delle leggi in materia fiscale e di diritto del lavoro, e che reinvestirà gli eventuali utili per il miglioramento delle successive edizioni.
Vorrei quindi capire se quello di poter utilizzare i Sassi a piacimento è un diritto di ogni materano, o se ci sono materani più uguali degli altri. Perché se ormai il presepe è un evento istituzionale ed in grado di portare presenze in città, con evidenti positive ricadute per la nostra economia, non mi risulta che sia stato “appaltato” seguendo le apposite procedure amministrative (come, ad esempio, accade per la costruzione del carro della Bruna, per ammirare il quale non si deve peraltro pagare alcun biglietto).
Cosa a mio avviso necessaria, considerando anche il disagio che si crea ai residenti nella loro libera circolazione. E i costi indiretti che la collettività deve sopportare per mantenere ordine e pulizia, o per presidiare i numerosi varchi di accesso clandestini, naturalmente aperti nei Sassi.
Quindi, viva il Presepe. Ma si faccia chiarezza ed attenzione, perché rischia di rivelarsi un boomerang per la città, se falle organizzative dovessero aprirsi in questa o altre edizioni. E come lasciano intendere le recenti fibrillazioni all’interno dello staff organizzativo, il Pubblico non ha poteri di controllo ed indirizzo. Ma solo – questo il messaggio sbagliato che la gestione della vicenda rimanda – il dovere di garantire utili a privati, e staccare generosi assegni di ringraziamento per il servizio reso alla collettività.
Perlomeno a quella collettività che ha pagato il biglietto.

*Direzione PD Matera

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