Arisa
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L’artista lucana, Arisa, è in gara al Festival di Sanremo 2026 con un brano introspettivo dalle sonorità fiabesche dal titolo “Magica favola”. Poi un album e appuntamenti live
A cinque anni dall’ultimo progetto discografico, Arisa torna là dove tutto è cominciato – e dove, come lei stessa ama dire, il sogno ha preso forma. La cantautrice sarà in gara al 76° Festival di Sanremo con “Magica favola”, un brano che risuona come una sorta di confessione e di manifesto generazionale, firmato insieme a Giuseppe Anastasi, Galeffi e Mamakass.
Per Arisa non è un semplice ritorno sul palco del Teatro Ariston: è un ritorno a casa. Due vittorie, un secondo posto e un’esperienza da co-conduttrice hanno già segnato il suo percorso al Festival, ma il legame con la kermesse va oltre i numeri. «Sanremo per me è la mia casa», racconta. «Il sogno di bambina che si realizza dopo 26 anni di vita, perché io l’ho fatto la prima volta a 26 anni. È il posto che ha accolto il mio sogno e l’ha fatto diventare realtà. Io sono molto grata a Sanremo». E’ lì infatti, all’Ariston, che l’artista lucana ha costruito la propria identità musicale e considera quel palco una consacrazione. «Ci sarò sempre, anche quando non posso accedervi – aggiunge – perché consacrare la mia musica è il mio sogno e la mia identità artistica».
UNA “MAGICA FAVOLA” TRA AMORE E CONSAPEVOLEZZA
“Magica favola” è il racconto di un viaggio. Quello di una donna che attraversa le stagioni della vita: l’infanzia, le prime scoperte, l’innamoramento, le ferite, la stanchezza e infine la ricerca di una pace possibile. L’amore diventa oceano: un luogo in cui perdersi e ritrovarsi, fino alla scelta consapevole di rinunciare alla “guerra del cuore” per inseguire serenità, verità e protezione.
Arisa racconta di sé in quello che definisce «un resoconto di una vita», qualcosa che è «un po’ manifesto generazionale, un po’ femminile».
Dopo tanti tentativi amorosi, spiega, si comprende che l’amore non può essere l’unico centro di gravità. «Uno capisce che ha incentrato la sua vita solo sulla ricerca dell’amore e scopre che in realtà l’amore è universale, può essere indirizzato in molteplici direzioni. È qualcosa che si deve sentire dentro, non solo esprimere nell’amore romantico».
SONORITA’ FIABESCHE E MELODIE SENZA TEMPO
Un racconto introspettivo dalle sonorità fiabesche: non a caso, dal punto di vista musicale, “Magica favola” guarda lontano. Arisa dichiara di essersi ispirata alle grandi melodie dei primi del Novecento e al mondo delle operette rese celebri anche da Luciano Pavarotti. L’obiettivo, soprattutto nel ritornello, era chiaro: creare un brano capace di resistere al tempo, non soggetto alle mode, con una linea melodica forte e riconoscibile.
Una scelta controcorrente in un panorama musicale spesso dominato da tendenze effimere, che conferma la volontà dell’artista di costruire un repertorio solido e duraturo.
VERSO “FOTO MOSSE” E I LIVE
“Magica favola” sarà inclusa in “Foto Mosse”, il nuovo album in uscita nella prossima primavera, a cinque anni dal precedente lavoro. Un titolo che evoca immagini in movimento, istantanee non perfettamente a fuoco ma autentiche, proprio come le emozioni raccontate nel brano sanremese.
E non finisce qui. Nella serata dei duetti, Arisa salirà sul palco insieme al Coro del Teatro Regio di Parma per interpretare “Quello che le donne non dicono”, brano-manifesto scritto da Enrico Ruggeri e portato al successo da Fiorella Mannoia. Una scelta simbolica, che attraversa generazioni e che nel tempo è diventata l’inno dell’universo femminile.
Conclusa l’esperienza al Festival, Arisa tornerà ad abbracciare il pubblico dal vivo con “Arisa – Live Première”, due appuntamenti speciali prodotti e organizzati da Friends & Partners. Concerti pensati per una dimensione più intima ed emozionante, capaci di restituire quell’empatia che da sempre caratterizza il rapporto tra l’artista e il suo pubblico.
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