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Tre domande a Canio Sinisi, Angelo Calza, Giuseppe Oliveto, Daniele Santarsiero

1) La Spagna al capolinea. Solo un incidente di percorso o la fine di un ciclo?

2)E’ il giorno di Italia-Costa Rica. Prandelli cambia più di qualcosa rispetto all’esordio. Quali le insidie?

3) Dove e con chi vedrai la partita?

 

CANIO SINISI

1) SE guardiamo ai risultati dei club spagnoli verrebbe da dire che si tratta solo di un episodio. Probabilmente però il calcio basato sul tiki-taka è finito: per praticarlo senza diventare lenti e prevedibili servono velocità e forze fresche e più di qualcuno nella nazionale spagnola, invece ha passato i giorni migliori. Ma sono una grande scuola calcistica e si rialzeranno. Visto com’è finita le ultime volte che li abbiamo incontrati non è che mi dispiaccia che siano fuori.

2) Tutti parlano di Campbell ma sinceramente non ho visto la partita d’esordio del Costa Rica. Personalmente addrizzerei un po’ la difesa: meglio Bonucci di Paletta e  Chiellini al centro, visto che da terzino fa troppi danni. Poi – da suo fan quale sono- spero di vedere in campo quel maledetto genio di Cassano.

3) Credo con gli amici. Ma tradizione vuole che almeno una partita del mondiale me la guardi con il mio papà. Che è un iper criticone e ogni tanto fa finta di tifare contro, ma poi esplode ad ogni gol.

 

ANGELO CALZA

1) Per gli spagnoli di Del Bosque ha pesato la stagione allungata dalle coppe, ma non può essere un alibi: sono professionisti e non si butta così un Mondiale. Penso piuttosto che il calcio è cambiato velocemente e la Spagna ha un po’ dormito sugli allori dopo i recenti successi. La prova in squadre proprio come il Cile che hanno calciatori cresciuti molto in fretta giocando in Europa. Il modello di calcio iberico è valido se vede come protagonisti dei fuoroclasse.

2) Il rischio più evidente è la supponenza. Prandelli deve fidarsi di tutti i giocatori a disposizione e utilizzare il turnover per dare all’intero gruppo nuovi stimoli

3) C’è la vernice della mostra di Giovanni Cafarelli, ma mi scuserà: resto a casa. Il calcio non riesco a gustarlo in compagnia, ho bisogno della giusta concentrazione.

 

GIUSEPPE OLIVETO

1) Nel calcio e soprattutto in contesti come i Mondiali si cerca sempre di fare sensazione, raccontare la fine di cicli e dare risposte sui massimi sistemi. Credo semplicemente che gli spagnoli non fossero in forma e abbiano trovato di fronte due squadre molto attrezzate e concentrate.

2) Banalmente l’insidia principale sarà il possibile rilassamento dopo la vittoria contro gli inglesi. Comunque credo che gli Azzurri possano sfruttare il vantaggio di giocare il giorno dopo lo scontro diretto tra Uruguay e Inghilterra. Vedo la strada per gli Ottavi ormai spianata.

3) Considerata la mia condizione di pendolare probabilmente sarò costretto a litigare con la connessione 3g per seguire decentemente il match nell’autobus della Liscio. Quasi sicuramente mi arrenderò e ascolterò la radio come tutti gli altri passeggeri.

Twitter @g_oliveto

 

DANIELE SANTARSIERO

1) Sono convinto che per la Spagna sia stata solo un’annata negativa, riguardo la Nazionale, perché non dimentichiamoci che a livello di club la nazione iberica ha portato due sue squadre in finale di Champion’s League e ha vinto l’Europa League con il Siviglia. In più, non dimentichiamo che la Cantera spagnola continua a sfornare grandi calciatori come Isco, Morata, Delofeu, vincitori dell’ultimo europeo under21, quindi il futuro parlerà ancora castigliano.

2) Le insidie ci sono, come può essere il sottovalutare l’avversario, piuttosto che il loro entusiasmo dopo la vittoria insaspettata all’esordio contro l’Uruguay. Per non parlare del clima. Massima attenzione, ricordando che in SudAfrica si è pareggiato con la Nuova Zelanda.

3) Credo che la vedrò in campagna con amici, anche se l’orario non è dei migliori.

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