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A calcio si gioca in dieci più il portiere. Quella che sarebbe la riflessione più banale assume invece le sembianze di un fantasma per l’inizio di stagione del Potenza. Costigliola – all’esordio da titolare dopo i disastri di Carezza a Bisceglie – segue le orme del suo predecessore e regala al Manfredonia un pareggio nel quale nemmeno Vadacca ormai ci sperava. Con l’uomo in più, senza mai aver corso rischi, il Potenza stava portando a casa la partita per inerzia fin quando il suo giovane numero uno non ha deciso di battezzare fuori il più innocuo dei tiri dalla distanza. Il pallone invece è finito alle sue spalle, complice il rimbalzo (forse) ingannevole e il tuffo tardivo.

Sul Viviani è sceso il gelo, perché il sapore della vittoria (pur senza entusiasmare sul piano del gioco) aveva quasi rasserenato gli animi dei circa 1500 spettatori. Le premesse dell’esordio in casa sembravano le migliori: a scuotere la diffidenza sugli spalti arriva subito il gol di Catalano: De Stefano sfonda a destra, Cinque difende al meglio il pallone spalle alla porta e apre lo specchio al tiro dell’ex lametino. La corsa ad abbracciare Agovino è lo sfogo naturale dopo una settimana non semplicissima per tutto l’ambiente.
Il tecnico ci ha messo la faccia, anche con umiltà: nell’emergenza dettata da infortuni e squalifiche, ha lanciato tra i titolari due giocatori (il portiere e Liccardi) che aveva conosciuto da appena 48 ore. Come dire: anche senza i miei insegnamenti, cercate di limitare i danni. L’esperimento è andato a buon fine con l’ex Sarnese. Un po’ meno, come detto, con il debuttante Costigliola.

Fino all’intervallo la partita scivola via senza sussulti, di una bruttezza imbarazzante per chi ama il bel calcio. Anche al rientro dagli spogliatoi l’andazzo non cambia, con il Manfredonia incapace di organizzare una reazione e il Potenza che perde vigore atletico. I rossoblù hanno un tempo di autonomia, poi si accende la spia rossa. Preoccupante, visto che mercoledì già si gioca sul pesante sintetico di Picerno. Il Potenza però sembra in pieno controllo, sensazione resa ancor più solida dalla follia di Vergori: nel prendere posizione al centro dell’area il centrale biancazzurro mette una mano in faccia a De Stefano e si prende il rosso diretto, segnalato dall’assistente dell’attento arbitro Mastrogiuseppe. La pratica sarebbe chiusa, fin quando De Rita (entrato nel frattempo al posto di De Vita, scelta tecnica) non decide di testare l’inconsistenza del giovane numero uno rossoblù. Trafitto al primo tiro in porta.

Il Potenza non sa gestire col palleggio la superiorità numerica (Oretti in ombra) e attacca lanciando il pallone avanti. Il gol però non arriva di un soffio: ancora percussione di De Stefano (il migliore), assist per Cinque che colpisce male a un metro dalla porta, quando avrebbe dovuto solo spingerla in rete. Agovino non ha soluzioni in panchina a eccezione di Jeda, lasciato fuori a sorpresa rispetto alle indicazioni della vigilia. Il brasiliano entra per disegnare il 4-2-3-1 dell’assalto finale, ma un paio di accelerazioni sulla trequarti non gli bastano per risultare efficace. Il bicchiere è mezzo vuoto, senza nemmeno il tempo per metabolizzare. Mercoledì a Picerno il Potenza, con le sue insicurezze, avrà tutto da perdere. Condizione psicologica tutt’altro che privilegiata.

IL TABELLINO (1-1)

POTENZA (4-3-2-1) Costigliola 5; Navas 6, Lolaico 6, Riccio 6, Liccardi 6; Catalano 6.5, Oretti 5, Liccardo 5.5 (26’st Jeda 6); Pizzutelli 5.5, De Stefano 6.5; Cinque 6. A disp. Scelzo, Blandi, Di Lucchio, Tommasiello. All. Agovino

MANFREDONIA (3-4-2-1) De Gennaro 6; Palumbo 6.5, Vergori 5, Romeo 6; Romito 6, Gentile 6, Stajano 6, Coccia 5.5 (13’st Bruno 6); De Vita 5 (28pt De Rita 7), Molenda 5.5 (26’st Pellegrino sv); Bozzi 6. A disp. Tucci, Ciampa, Lorito, Bonabitacola, Lenoci, De Filippo. Al. Vadacca

ARBITRO Mastrogiuseppe di Sulmona 6.5 (Alessi – Angelozzi)

RETI 4’pt Catalano, 17’st De Rita

NOTE angoli: 4-2. Espulso al 9’st Vergori. Recupero: 4’pt, 5’st. Ammoniti: De Vita, Romeo, Navas (P), Gentile, Palumbo, Bruno. Spettatori circa 1500.

Twitter @pietroscogna

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