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COSENZA – Sei depuratori sequestrati per un trattamento irregolare dei fanghi, ma piena disponibilità del Comune a risolvere i problemi e, soprattutto, nessuna conseguenza per il mare. La guardia costiera di Corigliano Calabro chiarisce i termini dei sigilli scattati nei giorni scorsi nel Cassanese. Dopo lunghe e laboriose attività d’indagine coordinate e dirette dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, la Capitaneria di porto di Corigliano Calabro, agli ordini del capitano di fregata Antonio D’Amore ha sottoposto a sequestro penale preventivo, in esecuzione di un provvedimento del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari, su richiesta del procuratore della Repubblica, sei impianti di depurazione comunali del comune di Cassano all’Ionio nelle località Spadelle, Bruscate Grande e Laghi di Sibari, Cafasi di Lauropoli, contrada Algheria e Doria. Sono stati sequestrati pure i relativi letti di essiccamento e i rifiuti che contenevano. A seguito di verifiche tecniche e accertamenti svolti dai militari della guardia costiera, è stato appurato che i fanghi prodotti dagli impianti di depurazione, appartenenti alla categoria dei rifiuti speciali non pericolosi, da qualche anno erano conservati in modo non idoneo e/o trattati e smaltiti alla stregua dei rifiuti solidi urbani. 

Sottoposti a sequestro circa 920 metri cubi complessivi di fanghi allo stato solido con ingente presenza di vegetazione (stato di fatto dal quale può derivare il rischio di fenomeni di eutrofizzazione e/o la contaminazione chimica e biologica). Le indagini hanno altresì evidenziato l’irregolare trattamento di parte dei reflui alla stregua dei rifiuti solidi urbani. La magistratura inquirente ha comunque autorizzato il Comune ad accedere agli impianti ai soli fini della regolarizzazione della situazione igienico sanitaria, nonchè per procedere alla rimozione, all’avvio a recupero o allo smaltimento dei rifiuti e al ripristino dello stato dei luoghi. I responsabili sono stati segnalati all’autorità giudiziaria per la violazione delle norme in materia di ambiente e tutela delle bellezze naturali e delle acque. L’amministrazione comunale di Cassano, con in testa il sindaco Gianni Papasso, interessata della questione, ha subito manifestato disponibilità ad eliminare gli inconvenienti riscontrati. I dati raccolti dall’Arpacal evidenziano comunque il buono stato delle acque delle località costiere del Comune di Cassano all’Ionio. 

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