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Divertente davvero libro di Giovanna Gallo, giovane  scrittrice, blogger e esperta di comunicazione digitale lametina, da ormai cinque anni trapiantata a Torino, per amore ma non solo. 

Ascritto alla categoria  lettura estiva,  nelle sue varianti: da ombrellone, da spiaggia, da cocktail misto alcol e frutta, o da gelato il libro  di Giovanna non è solo questo, è uno spaccato di dissacrante realtà all’interno dell’ovattato e rosa mondo dei film romantici.  Con un paio di ben assestate dritto, tipo come diventare “una gnocca spaziale partendo da basi estetiche instabili”. 

 Il titolo per intero è indicativo: “L’amore non è un film – Come non farsi rovinare la vita (sentimentale) dalle commedie romantiche” (Imprimatur editore).  Sembra facile, ma non è così. Quando si entra in una sala buia, o quando ci si piazza comodamente su un divano, accompagnati da amiche, o addirittura dal fidanzato, che magari vorrebbe vedere il nuovo Transformers, ma è costretto ob torto collo a sorbirsi le mirabolanti ed ennesime avventure sentimentali di Julia Roberts, il resto del mondo non esiste più. Siamo proiettate in un mondo diverso, fatto di equivoci, corse e rincorse, cocktail, momenti drammatici, come il caffè che si rovescia sul vestito nuovo pochi minuti prima di un importante incontro di lavoro, sguardi, imbarazzi, battute, diplomi al college, feste e scene rivelatrici. E ci piace! Ci piace talmente tanto che dopo i titoli di coda, esaurito l’effetto sognante della storia appena vista, il ritorno alla realtà può essere brusco. 

Ecco, è in  questo preciso istante che “L’amore non è un film” dispiega la sua forza demolitrice mostrandoci, in tutta la loro crudezza, quali sono i clichet che ci piacciono tanto, i personaggi che ritornano fissi, come fossero i personaggi della commedia dell’arte in chiave moderna. Moderno poi fino ad un certo punto, perché la commedia romantica non è cosa di oggi. Negli anni ’30 ad Hollywood la chiamavano Screwball Comedy e ha antenati più antichi, europei, pare infatti che gli ungheresi fossero dei maestri nella commedia degli equivoci e sentimentale, tanto che C’è Posta per te, con Tom Hanks e Meg Ryan è un remake di Scrivimi Fermo Posta girato dal maestro Ernst Lubitsch e scritto da Miklós László, tutti e due ungheresi emigrati negli Stati Uniti, con i volti di James Stewart e Margarteh Sullivan che interpretavano personaggi con nomi rigorosamente europei. 

C’era anche Clark Gable, il primo a rendere famosa una canotta bianca in Accadde una Notte, primo film a vincere i cinque oscar più importanti (miglior film, sceneggiatura, regia, attore e attrice protagonista) con al fianco una capricciosa e dolce Claudette Colbert, in un road-movie sentimentale, da Miami a New York per un matrimonio, che poi non si farà. Perché i due si innamoreranno fra loro, naturalmente prima detestandosi. Altro grande della commedia sentimentale degli anni ’40, ma anche ’30 e ’50, insomma di tutti i tempi in cui ha lavorato, è Cary Grant, come non ricordarlo vestito da soldatessa, con tanto di gonna in Ero uno sposo di guerra? Frank Capra gioca con gli errori della burocrazia alla fine della seconda guerra mondiale e confeziona un film che ancora viene visto volentieri. Andando avanti nella storia se ne trovano tante di commedie romantiche, di coppie importanti, Cary Grant e Katherine Hepburn e Spencer Tracy, poi Barbare Streisand e Ryan O’Neal, insomma si è sempre fatta e sempre si farà, perché c’è qualcosa di irrinunciabile: l’happy end. Giovanna Gallo lo sa bene, lei che vive nell’attesa che un giorno il suo compagno le faccia una proposta di matrimonio in pieno stile Hugh Grant, e ce lo racconta in maniera leggera e divertente, ma ben documentata, creando un percorso sugli archetipi di questo genere cinematografico, senza dimenticare le serie tv, ormai imprescindibili, dando molto materiale per chiacchierare con le amiche.

 La sensazione che si ha non è quella di vivere l’avventura di un film, altrimenti che manuale sarebbe, ma di vedere l’autrice di fronte all’armadietto di un liceo americano, per le vie di New York mentre cerca di arrivare in tempo ad un appuntamento, oppure che aspetta il suo lui che la chiami al telefono. Siamo spettatrici anche qui, molto divertite, ma soprattutto avvertite su quello che ci potrebbe succedere in un film, e che nel 99,99% dei casi non avverrà mai. Ci si tuffa subito nel mondo degli equivoci e nello scontro,  tipo detestare subito qualcuno per poi scoprirsene attratti.  Poi gli equivoci, dove si rimane incastrati in situazioni in cui fingiamo di essere quello che non siamo fino ai fuochi d’artificio finali.  Anche le persone più cattive del mondo possono ravvedersi, ritrovarsi, capire che stanno buttando la loro vita, tra  fidanzati sbagliati e quintali di  gelato, e godersi ancora la vita. Ci sono anche i momenti importanti, quelli che ogni storia d’amore deve avere, il primo appuntamento, quando si conoscono gli amici,  la prima notte passata insieme, quando si conoscono i rispettivi genitori,  la rottura, corredata quasi sempre da temporali pazzeschi, che però non rovinano  mai un ciuffo, non fanno mai colare un dito di mascara,  fino alla riconciliazione e al discorso del testimone di nozze che svela particolari della nostra vita precedente. 

Ma perché facciamo tutto questo? E’  l’amore bellezza.  E ci fa sognare, ridere, piangere, ballare, sospirare, svegliare presto, dormire e ogni cosa pazza o normale della nostra esistenza. Quello di Giovanna è un bel campionario,  che vi farà voglia di andare al cinema o di leggere un libro con il solo obiettivo di sognare l’amore.  Magari poi lo trovate davvero.

ps Oltre che in libreria il libro potrà essere acquistato in versione cartacea da Amazon, oppure in versione ebook, sempre sugli store online
In foto  l’autrice Giovanna Gallo e  la cover del libro  (credits Giuseppe Tempio

(la recensione era già stata pubblicata sull’edizione cartacea del Domenicale de Il quotidiano del Sud) 

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