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LAMEZIA TERME (CATANZARO) – A causa dello stato di salute incompatibile e in considerazione dell’attuale emergenza epidemilogica, il presunto boss Vincenzino Iannazzo, 65 anni detto “il moretto”, ritenuto il capo dell’omonimo clan (a luglio 2018 condannato anche in appello a 14 anni 6 mesi) lascia il carcere per gli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.

Vincenzo Iannazzo

La decisione è stata presa dalla Corte d’Appello di Catanzaro su richiesta dei legali di fiducia di Iannazzo, gli avvocati Salvatore Cerra e Mario Murone.

“Il detenuto presenta un deficit immunitario che lo pone fortemente a rischio di infezione al Covid – 19” scrive il Ctu per cui Vincenzino Iannazzo lascia il carcere di Spoleto, in Umbria, “regione particolarmente esposta all’epidemia” (scrive ancora il consulente tecnico) dove era rinchiuso.

Iannazzo era finito in carcere a maggio 2015 quando scattò l’operazione Andromeda contro quella che è stata definita la cosca d’elite della ‘ndrangheta lametina, secondo la Dda di Catanzaro che a maggio del 2015 coordinò il blitz che portò in carcere boss, gregari e imprenditori ritenuti collusi.

L’operazione “Andromeda” scattò il 14 maggio 2015 contro i clan Iannazzo – Cannizzaro -Daponte (e alcuni imprenditori ritenuti collusi) e condotta dalla Squadra mobile e del Gico della Finanza.

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