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Inaugurazione dell’anno giudiziario della magistratura contabile calabrese. Il procuratore Giovanni Di Pietro denuncia l’uso illecito di fondi europei e agricoli in Calabria: «Danno enorme all’economia sana».


CATANZARO – I contributi agricoli e i fondi europei continuano a rappresentare un punto critico nell’economia calabrese. A evidenziarlo è il procuratore facente funzioni della Corte dei conti della Calabria, Giovanni Di Pietro, nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario dell’organo contabile regionale.

FONDI AGRICOLI, PUNTO CRITICO NELL’ECONOMIA CALABRESE

«Una specificità si può riscontrare nell’indebita percezione dei contributi pubblici, in particolare quelli agricoli – ha spiegato Di Pietro –. Sono divenuti un mezzo di sostentamento anomalo, destinato a soggetti che non ne avrebbero titolo e che li utilizzano come forma di sostentamento improprio».

LE PAROLE DI GIOVANNI DI PIETRO, PROCURATORE FACENTE FUNZIONI CORTE DEI CONTI CALABRIA

Il procuratore ha sottolineato che in diversi casi sono emersi rapporti tra beneficiari e ambienti della criminalità organizzata, rendendo così il fenomeno ancora più grave dal punto di vista giudiziario ed economico.

Tra i settori più attenzionati dalla Corte dei conti figura anche la sanità calabrese, dove si ripetono numerose irregolarità e illegittimità. «I danni derivano spesso – ha aggiunto Di Pietro – da reati penali commessi da dipendenti pubblici, come attività extraistituzionali non autorizzate, che coinvolgono anche medici e personale sanitario».

Di Pietro ha inoltre rimarcato che gran parte dei finanziamenti indebitamente percepiti provengono da fondi europei, un fenomeno che «sottrae risorse a chi opera in modo regolare e danneggia l’economia sana della regione».

FRODI IN AGRICOLTURA, SETTORE CON MAGGIORE RILEVANZA

Le frodi in agricoltura restano, secondo il procuratore, «il settore con maggiore rilevanza per numero di procedimenti e sentenze legate alla indebita percezione dei contributi agricoli, soprattutto a danno dell’Arcea».

Guardando al 2025, il procuratore ha richiamato anche le criticità rilevate in altri ambiti: opere pubbliche e accreditamenti sanitari, ma anche gestione degli appalti, malpractice e assenteismo nel settore sanitario, con casi di attività professionali non autorizzate da parte di docenti universitari e medici.

IL CASO INFRASTRUTTURE

Sul fronte delle infrastrutture, Di Pietro ha citato il caso emblematico della diga sul fiume Melito, per cui è stata disposta una citazione a giudizio per un danno superiore a 259 milioni di euro. «La notizia di danno – ha spiegato – riguarda la revoca totale del finanziamento. Sono stati accertati oltre 102 milioni di euro spesi per un’opera incompleta e abbandonata, che non ha prodotto alcuna utilità per la collettività».

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