Il gruppo di ricerca dell'Unical
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La Calabria tra siccità e alluvioni, il “paradosso Mediterraneo” spiegato in uno studio Unical
PIÙ siccità durante l’anno, ma anche piogge sempre più violente e concentrate. È il “paradosso mediterraneo” che ormai caratterizza il clima del Sud Italia e, in particolare, della Calabria: una regione che vede ridursi progressivamente le risorse idriche disponibili ma che, allo stesso tempo, è sempre più esposta a nubifragi e alluvioni lampo. A spiegare i meccanismi scientifici che stanno dietro questa apparente contraddizione è un nuovo studio pubblicato sulla rivista Hydrology and Earth System Sciences e realizzato dai ricercatori del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente dell’Università della Calabria nell’ambito di Tech4You, l’Ecosistema dell’Innovazione finanziato con fondi Pnrr.
CALABRIA TRA SICCITÀ E ALLUVIONI, LA RICERCA DELL’UNICAL
La ricerca, firmata da Alfonso Senatore, Luca Furnari, Gholamreza Nikravesh, Jessica Castagna e Giuseppe Mendicino prende in esame la Calabria come “laboratorio climatico” del Mediterraneo: una regione stretta tra due mari e caratterizzata da una morfologia montuosa che amplifica gli effetti delle perturbazioni.
Gli studiosi hanno utilizzato modelli meteorologici ad alta risoluzione per ricostruire venti eventi piovosi che hanno colpito la Calabria tra settembre e dicembre del 2019, simulando tre differenti scenari climatici: un Mediterraneo più freddo, simile a quello degli anni Ottanta; le condizioni reali del 2019; e un mare più caldo di circa 3 gradi, coerente con gli scenari climatici futuri. I risultati mostrano come l’aumento della temperatura superficiale del mare agisca da moltiplicatore energetico.
IL “PARADOSSO MEDITERRANEO”
Il Mediterraneo, mostra lo studio, si sta riscaldando a una velocità di circa 0,35 gradi per decennio e tra il 1982 e il 2019 la temperatura superficiale del mare è aumentata di circa 1,3 gradi. Questo surplus di calore alimenta evaporazione, umidità e instabilità atmosferica. Quando le masse d’aria cariche di vapore incontrano le montagne costiere tipiche della Calabria e di molte aree mediterranee, si innescano fenomeni convettivi molto intensi, con precipitazioni torrenziali e rischio di alluvioni improvvise. La conformazione stessa della regione rende il fenomeno ancora più critico.
COME FUNZIONA E LA SITUAZIONE IN CALABRIA
La Calabria – stretta tra due mari e caratterizzata da rilievi montuosi molto vicini alla costa, come dicevamo – favorisce infatti la rapida risalita delle masse d’aria umida e la formazione di sistemi temporaleschi particolarmente violenti.
Non necessariamente, però, aumenta la pioggia complessiva annua, che anzi tende a diminuire, ma aumentano gli episodi estremi concentrati in poche ore o in pochi giorni. Gli autori parlano di una crescita della “varianza” delle precipitazioni: meno pioggia distribuita nell’anno, ma eventi molto più violenti. Ecco perché negli ultimi anni la regione ha sperimentato sia periodi di siccità sia eventi alluvionali estremi, una combinazione che gli studiosi considerano emblematica dell’evoluzione climatica mediterranea.
SICCITÀ E ALLUVIONI, UNO STUDIO DA USARE COME STRUMENTO DI PREVENZIONE
I ricercatori sottolineano che il lavoro non rappresenta soltanto un avanzamento scientifico, ma anche uno strumento operativo per la prevenzione. «Comprendere i meccanismi che trasformano una pioggia ordinaria in un evento alluvionale è il primo passo per costruire sistemi di prevenzione efficaci – spiegano – Grazie alle risorse del Pnrr e alla struttura dell’Ecosistema Tech4You, stiamo mettendo a disposizione delle istituzioni e della Protezione Civile chiavi di lettura concrete per affrontare un futuro climatico sempre più sfidante».
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