Un fermo immagine della rissa in tribuna durante la partita Palermo Catanzaro
2 minuti per la letturaPer la rissa in tribuna durante la partita Palermo Catanzaro il questore ha emesso otto daspo anche nei confronti dei familiari del ds dei giallorossi Polito
PALERMO – A distanza di alcune settimane dagli episodi avvenuti durante la semifinale di ritorno dei play-off di Serie B tra Palermo e Catanzaro, disputata il 20 maggio scorso allo stadio Renzo Barbera, la Questura di Palermo ha emesso otto provvedimenti di Daspo nei confronti delle persone ritenute coinvolte nella rissa scoppiata in tribuna autorità.
Tra i destinatari della misura figurano anche persone vicine al club calabrese, che al momento non ha rilasciato commenti. Si tratta di Arianna Letizia, moglie del direttore sportivo del Catanzaro Ciro Polito, dei figli Vincenzo (tesserato per la squadra maltese degli Hamrun Spartans) e Alessia Polito e di Giuseppe Rinaldi, compagno della figlia del dirigente. I provvedimenti riguardano inoltre due steward in servizio allo stadio e due sostenitori del Palermo.
LA RISSA RICOSTRUITA DALLE IMMAGINI: UNO SCHIAFFO ALLE ORIGINI DELLA COLLUTTAZIONE
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori attraverso le immagini dell’impianto di videosorveglianza, tutto sarebbe nato da alcuni atteggiamenti ritenuti provocatori attribuiti a Vincenzo Polito. Al termine del primo tempo, un tifoso rosanero lo avrebbe richiamato con due pacche sulle spalle. Da quel momento la situazione sarebbe rapidamente degenerata: il giovane avrebbe reagito colpendo il sostenitore palermitano con uno schiaffo, facendolo urtare contro un seggiolino e dando così origine a una violenta colluttazione che ha coinvolto più persone presenti nel settore.
L’ACCUSA È DI RISSA AGGRAVATA, GLI INTERESSATI NON POTRANNO PIÙ ACCEDERE AGLI IMPIANTI SPORTIVI
Per tutti gli otto destinatari del provvedimento è scattato il deferimento all’autorità giudiziaria con l’accusa di rissa aggravata. Le misure interdittive, della durata compresa tra uno e due anni, impediranno agli interessati di accedere agli impianti sportivi in occasione di gare amichevoli, dei campionati organizzati dalla Figc – dalla Serie A ai tornei dilettantistici – e delle competizioni riconosciute dalla Fifa.
Come precisato dalla Questura, il Daspo non riguarda esclusivamente gli stadi. Il divieto si estende anche alle aree interessate dall’afflusso e dal deflusso dei tifosi, comprese stazioni ferroviarie, fermate della metropolitana e dei mezzi pubblici, caselli autostradali, aree di servizio, porti e aeroporti utilizzati per raggiungere gli impianti sportivi. Le limitazioni saranno in vigore nelle due ore precedenti l’inizio degli incontri, per tutta la durata delle manifestazioni sportive e nelle due ore successive alla loro conclusione.
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