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Sempre più complessa l’indagine per abuso di ufficio con ipotesi anche per corruzione

LAMEZIA TERME – Anche la responsabile del centro per l’impiego di Lamezia figurerebbe fra i tre nuovi indagati nell’inchiesta Sacal, la società di gestione dello scalo aeroportuale. La Procura della Repubblica di Lamezia (che un mese fa ha chiesto una proroga delle indagini scattate ad agosto 2015) ha iscritto nel registro degli indagati Emuanuele Ionà, imprenditore e rappresentante del Comune di Lamezia nel Cda Sacal, il dirigente del personale Sacal Sabina Mileto e pare anche il responsabile del centro per l’impiego di Lamezia, Angela Astorino.

Abuso d’ufficio è l’ipotesi d’accusa per tutti e tre, ma la responsabile del centro per l’impiego e Mileto sarebbero indagate anche per l’ipotesi di corruzione. Nel mirino della Guardia di finanza sono finite anche assunzioni sospette di personale effettuate sia nella precedente che nell’attuale gestione della Sacal, la società di gestione dell’aeroporto di Lamezia. Assunzioni che riguarderebbero anche parenti di politici e dirigenti della società aeroportuale.

La Procura della Repubblica di Lamezia vuole insomma vuole vederci chiaro fino in fondo approfondendo l’inchiesta scattata il 7 agosto scorso quando erano stati perquisiti gli uffici della Sacal dalla Guardia di finanza e dalla Polizia di Stato. Nell’inchiesta, dunque, sono ora 14 gli indagati destinatari di altrettanti avvisi di garanzia con l’ipotesi di reato di associazione a delinquere finalizzata all’abuso di ufficio e alla turbativa d’asta. Nel mirino appalti ma anche l’occupazione di 18 stagisti quando il 7 agosto 2015 finanzieri e poliziotti erano stati spediti dalla Procura della Repubblica di Lamezia negli uffici della Sacal dopo che erano state rinvenute micro videocamere e “cimici”.

A scoprirli alcuni tecnici che stavano controllando l’impianto di climatizzazione. Le piccole videocamere e le “cimici” erano state rinvenute oltre che negli uffici del presidente Sacal Massimo Colosimo e del direttore generale Pierluigi Mancuso, anche in quelli di alcuni dirigenti e nella sala riunioni. Un ritrovamento probabilmente legato all’inchiesta che è coordinata dai sostituti procuratori della Repubblica di Lamezia, Marta Agostini e Giulia Maria Scavello.

Dal 7 agosto 2015 ad oggi diverse le “visite” delle fiamme gialle negli uffici Sacal dove è stata acquisita copiosa documentazione relativa agli appalti e alle assunzioni che hanno fatto finire sotto inchiesta, ad agosto scorso, il presidente Sacal, Massimo Colosimo, il direttore generale Pierluigi Mancuso, il consigliere di amministrazione e vicepresidente all’epoca dei fatti, Gianpaolo Bevilacqua e i consiglieri di amministrazione Floriano Noto e Giuseppe Gatto, imprenditori di Catanzaro e ora anche Emanuele Ionà. E ancora: il dirigente Sacal, Ester Michienzi, responsabile del personale, e i dipendenti Eugenio Sonni, Filippo Malafarina, Antonio Silipo, l’ex direttore generale Pasquale Clericò e ora Sabina Mileto e Angela Astorino.

L’inchiesta quindi è ampia viso che sarebbe relativa a diversi appalti, fra cui anche la realizzazione delle nuova pista dell’aeroporto, assunzioni e i contratti a progetto “Garanzia giovani” per 18 stagisti.

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