Alcune delle persone arrestate

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CATANZARO – Sono complessivamente 56 le persone indagate nell’ambito dell’operazione “Six Towns” che ha permesso di ricostruire le azioni criminali compiute  nel comprensorio a cavallo tra le province di Cosenza e Crotone (LEGGI TUTTI I PARTICOLARI E GUARDA IL VIDEO). Tra di loro c’è anche un poliziotto, ora in pensione, ritenuto una “talpa” della cosche. Si tratta di un sostituto commissario di polizia, ora in pensione, Rosario Antonio Aiello, in servizio nella squadra Mobile di Crotone, e accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo l’inchiesta, l’uomo avrebbe fornito “notizie coperte dal segreto d’ufficio” a Saverio Bitonti, considerato a capo della cosca di Castelsilano, cugino dello stesso poliziotto. A lui avrebbe rilevato operazioni ed indagini, ma avrebbe anche fornito consigli su “come comportarsi in vista di operazioni di polizia”.

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Lo stesso Aiello avrebbe avuto rapporti anche con il figlio di Saverio Bitonti, Luigi, e con Ignazio Bozzaotra. Il procuratore aggiunto Vincenzo Luberto ha evidenziato, nel corso della conferenza stampa, che “siamo pronti a colpire gli infedeli, considerando che Aiello si è dimostrato fortemente colluso sia con la cosca di Belvedere Spinello che con quella dei Vrenna-Corigliano di Crotone, grazie anche ai vincoli di sangue con Bitonti”. La posizione di Aiello, ha evidenziato Luberto, è stata riscontrata grazie a diverse intercettazioni telefoniche e ambientali.

Per Aiello era stata richiesta un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, non emessa dal Gip che ha valutato il fatto che l’uomo si trovi ora in pensione.

I NOMI DELLE PERSONE COINVOLTE

Dei trentasei provvedimenti notificati, ventisei hanno portato in carcere: Antonio Bibiani, Domenico Bitonti, Saverio Bitonti, Antonio Blaconà, Valentino De Francesco, Salvatore De Marco, Claudio Fortugno, Saverio Gallo, Antonio Guzzo, Fabio Lopez, Giovanni Madia, Agostino Marrazzo, Giovanni Marrazzo, Sabatino Domenico Marrazzo, Giovannino Mosca, Carlo Oliverio, Vincenzo Oliverio, Silvana Pagliaro, Antonio Parise, Rosario Parise, Mario Rizza, Francesco Rocca, Vittorio Spadafora, Giovanni Spina Iaconis, Pasquale Torromino, Antonio Tursi.

Sei le persone finite agli arresti domiciliari: Francesco Adamo, Cristian Decicco, Maria Caterina Di Biase, Maurizio Fontana, Francesco Salerno e Carmine Ventrone. Altre quattro persone erano già detenute per altri procedimenti: Luigi Buono, Angelo Oliveri, Giovanni Spadafora e Pietro Tassone.

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