X
<
>

Share
2 minuti per la lettura

CATANZARO – Una situazione incredibile quella che riguarda un’ottantenne disabile costretta su una sedia a rotelle che è, di fatto, «reclusa» nella propria abitazione da oltre un anno a causa di un ascensore rotto.

A denunciare la vicenda è il consigliere al Comune di Catanzaro Stefano Veraldi, di “Fare per Catanzaro” il quale  definisce l’accaduto così: «Surreale, incredibile, indecente. Sono solo alcuni degli aggettivi – afferma Veraldi in una nota – che vengono in mente pensando a questa storia, purtroppo non la prima nel suo genere. L’ascensore del palazzo di Via Teano, 23 in cui vive all’ultimo piano è rotto ed è stato nel tempo danneggiato dai vandali e nessuno lo fa aggiustare. Nonostante i vari solleciti da parte dei familiari che vivono lontani dalla Calabria e da Catanzaro e di altri condomini, l’ente proprietario dello stabile non ritiene urgente la riparazione e continua a lasciare l’ascensore guasto, infischiandosene di fatto di costringere così la disabile ad una reclusione che sta assumendo tratti disumani».

L’esponente politico denuncia che «la famiglia è disperata, si è rivolta ai media per portare l’attenzione su questa vicenda. Una storia assurda, tipicamente italiana e come spesso accade in Italia probabilmente ora magicamente l’ascensore riprenderà a funzionare e come se niente fosse successo chi ha causato così tanti disagi ad un povero disabile rimarrà impunito. E’ un episodio incredibile, che vorrei definire l’Oscar della burocrazia. Dovrà essere una battaglia da portare avanti per consentire alla signora di vivere come tutti i cittadini, uscire, incontrare gli amici, andare al parco. Per farlo ha bisogno che l’ascensore la porti al piano terra. Non si può vivere prigionieri nella propria casa».

«In questa vicenda che non ha colori politici – conclude Veraldi – chiedo l’intervento del sindaco Sergio Abramo affinché si faccia portavoce presso l’Aterp che gestisce gli immobili popolari nel capoluogo per far sì che la donna possa di nuovo tornare a vivere dignitosamente». 

Share

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

Share
Share
EDICOLA DIGITALE