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Mario Oliverio e Massimo Scura

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CATANZARO – La norma era già stata stralciata a fine settembre dal decreto emergenze, ma ora è tornata nel Dl fisco: lo stop al doppio ruolo tra governatori di Regione e commissari alla sanità è, infatti, una novità prevista dal decreto fiscale. Tra le altre regioni con il piano di rientro, lo stop non avrà effetti in Calabria in quanto il commissario ad acta per il rientro dai disavanzi del settore sanitario è l’ingegnere Massimo Scura nominato dal Consiglio dei Ministri il 12 marzo 2015.

L’effetto della norma è, però, politico, considerato che si chiude definitivamente l’ipotesi di avere Mario Oliverio con il doppio ruolo di commissario e governatore, soluzione più volte trapelata, ma sempre bloccata.

Il Dl reintroduce l’incompatibilità tra la figura commissariale e ogni altro incarico istituzionale ricoperto nella stessa Regione, rimossa dalla legge di bilancio 2017 (governo Renzi). La misura scatenò la polemica due anni fa come norma a favore del presidente della Campania, Vincenzo De Luca. E commissario è oggi nel Lazio anche Nicola Zingaretti.

Ma le polemiche sono arrivate, invece, dal governatore del Molise, Donato Toma del Centrodestra: «Se l’incompatibilità del ruolo di presidente della Regione e Commissario alla Sanità non poteva essere stabilita attraverso un Decreto legge (dl Emergenze), non vedo perché oggi possa essere deliberata sempre con Decreto legge (dl fisco). Anche in questo caso non c’è il carattere della necessità e urgenza».

Una settimana fa lo stesso Toma era tonato sulla questione puntando il dito contro il Governo nazionale che «riprova a penalizzare il Molise. La Conferenza delle Regioni unitariamente si è schierata per la mia nomina. Non posso credere che il vicepremier Salvini, il sottosegretario Giorgetti e la delegazione al Governo della Lega, i cui esponenti sono parte integrante della mia maggioranza e rappresentati anche nella mia Giunta regionale – aveva sottolineato in un intervento dell’8 ottobre scorso – possano permettere di perpetrare una tale ingiustizia, non tanto contro il presidente della Regione, ma contro i molisani».

Dalla Campania, invece, vengono smontate le polemiche: «Una grande idiozia ma non ci interessa, perché abbiamo già formalizzato la richiesta di fuoriuscita dal commissariamento, visto che non ne esistono più i motivi». Una settimana fa il governatore-commissario campano Vincenzo De Luca, infatti, aveva bocciato così la nuova norma.

Una posizione che, fanno sapere dalla Regione, nel frattempo non è affatto mutata: «A fine novembre presentiamo il piano triennale di rientro. Quindi la Regione Campania non è più interessata a questo problema». La norma, inoltre, non dovrebbe toccare il Lazio perché è stato già avviato da mesi il percorso che porterà entro la fine dell’anno la Regione fuori dal commissariamento della sanità. 

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