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Raffaele Mazzei

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LAMEZIA TERME (CATANZARO) – A settembre del 2016 era stato condannato a 4 anni di carcere al termine del processo con il rito abbreviato celebratosi davanti al gup di Lamezia (LEGGI). In appello la pena gli è stata ridotta a 2 anni per peculato (pena sospesa e non menzione) mentre per altri capi d’ accusa è intervenuta la prescrizione. Così si è pronunciata la Corte d’Appello di Catanzaro (presidente Anna Maria Saullo) nei confronti di Raffaele Mazzei, 50 anni (commercialista (ed ex consigliere comunale dell’Udc, già vicesindaco).

La Corte d’Appello ha dichiarato l’intervenuta prescrizione anche per Anna Maria Liguori di Cassino, legale rappresentante della società We Can Solutions (in primo grado era stata condannata a un anno, pena sospesa). Raffaele Mazzei finì agli agli arresti domiciliari per peculato e reati tributari a maggio 2014 (poi tornato in libertà).

Mazzei (che all’epoca dell’arresto era consigliere comunale e per questa vicenda si dimise) in qualità di commissario liquidatore della cooperativa edilizia romana Capannelle 2000, sulla base delle indagini del Gruppo della Guardia di finanza di Lamezia, avrebbe prosciugato le casse della cooperativa edilizia romana Capannelle 2000 in qualità di commissario liquidatore anche quando il suo mandato, ricevuto dal ministero dello Sviluppo Economico, era scaduto nel 2008.

Secondo le accuse, mediante cene, pranzi, soggiorni in hotel, regali, rimborsi chilometri, incarichi legali e di consulenza fiscale, fatture per operazioni inesistenti attraverso società a lui riconducibili e con un’altra società romana, nonchè per l’assunzione di sette collaboratori nel momento in cui la cooperativa avrebbe cessato la sua attività, avrebbe svuotato le casse della cooperativa con un ammanco di 2.485.945 euro.

La Corte d’Appello ha anche confermato la confisca dei beni di Mazzei dal valore di 110 mila euro (in qualità di legale rappresentante della Cep srl, Jcube srl nonché della Capannelle 2000).

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