L'Università Magna Graecia
2 minuti per la letturaUn errore nel calcolo del punteggio per i percorsi specializzanti: il candidato fa ricorso al Tar e l’Umg di Catanzaro lo riammette
Un errore di calcolo nei punteggi, il rischio di veder sfumare un treno fondamentale per il proprio futuro nella scuola e, infine, il lieto fine grazie a un fulmineo ravvedimento operoso dell’università. È il lieto fine di un giovane fisioterapista cosentino, il dottor S.C., che è riuscito a conquistare l’accesso al percorso di formazione iniziale da 60 CFU per la classe di concorso A048 (Scienze Motorie e Sportive) presso l’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, ma solo dopo aver fatto muovere le carte bollate.
La macchina burocratica dell’ateneo catanzarese era incappata in un vistoso scivolone in fase di valutazione dei titoli. Nella graduatoria definitiva, infatti, al professionista cosentino erano stati negati ben quattro punti decisivi: due legati alla sua laurea in Fisioterapia e due riferiti a un precedente periodo di docenza già regolarmente prestato. Una miopia valutativa che lo aveva ingiustamente relegato nel limbo degli “idonei non ammessi”, precludendogli l’inizio delle lezioni.
IL RICORSO E L’IMMATRICOLAZIONE
Dopo il muro di gomma eretto dall’ateneo di fronte ai primi solleciti informali del candidato, la svolta è arrivata con l’intervento delle vie legali. L’avvocato amministrativista Dario Sammarro, del Foro di Cosenza, ha impugnato l’atto notificando un dettagliato ricorso al TAR Calabria il 28 aprile 2026. Davanti allo spettro di una imminente e probabile batosta giudiziaria, i vertici accademici hanno preferito evitare il giudizio della magistratura.
I passaggi decisivi si sono consumati in pochissimi giorni: prima la Commissione giudicatrice si è riunita d’urgenza il 4 maggio per ricalcolare i punteggi, poi il 12 maggio 2026 il Rettore in persona ha firmato il decreto di immatricolazione sovrannumeraria del corsista. Una soluzione che ha salvato la carriera del giovane, consentendogli di iniziare subito le lezioni per l’abilitazione (snodo vitale per scalare le graduatorie GPS), senza però penalizzare o scalzare gli altri candidati già ammessi. Una vittoria totale sull’ostruzionismo della burocrazia, anche se resta ancora da regolare il conto delle spese legali.
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