X
<
>

L'arrivo del presidente Oliverio in tribunale

Share
4 minuti per la lettura

CATANZARO – «Ho risposto e chiarito la mia posizione». Dopo due ore di interrogatorio di garanzia, il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio è uscito dal palazzo di giustizia di Catanzaro, dove ha risposto alle domande del gip di Catanzaro Pietro Carè.

Assistito dal suo legale, l’avv. Vincenzo Belvedere, Oliverio è stato sentito per circa due ore alla presenza del procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla e dei pm Camillo Falvo e Alessandro Prontera (I magistrati nella foto in basso), nell’inchiesta della Dda su presunte irregolarità nell’appalto per la costruzione di una sciovia. «Io – ha detto al termine Oliverio – ho sempre operato nell’interesse pubblico. Qui si tratta di un’opera importante in un comprensorio importante».

SCOPRI TUTTI I CONTENUTI SULL’OPERAZIONE LANDE DESOLATE

Sull’accusa di avere anticipato una somma alla ditta appaltatrice in cambio del blocco dei lavori in piazza Bilotti a Cosenza, Oliverio ha sostenuto che non è vero: «Noi avevamo interesse al completamento anche perché dobbiamo rendicontare all’Ue. E piazza Bilotti è finanziata con fondi Ue quindi ritardarne la realizzazione avrebbe comportato un pericolo di perdita di risorse».

«Io, appena sono arrivato alla Regione – ha aggiunto Oliverio parlando con i giornalisti – mi sono preoccupato di rendicontare all’unione europea, sulla base del presupposto della regolare esecuzione delle opere. Il bando per la gara della sciovia non è stato fatto con la mia amministrazione perché è partito prima. Inoltre non è stato fatto dalla Regione ma da un Comune. Le opere complementari sono state finanziate dalla Regione in un programma generale di 1700 opere che sono state oggetto di finanziamento perché non andassero alla malora, perché quando un’opera rimane inutilizzata il rischio è che anche i finanziamenti vadano alla malora quindi noi abbiamo agito, io ho agito, esclusivamente nell’interesse pubblico come ho sempre fatto nella mia condotta di governo, sempre».

prontera e capomolla

 

«Tra l’altro – ha proseguito Oliverio – oggi ho chiarito con molta precisione che tutti gli atti che sono stati assunti sotto la mia amministrazione sono volti all’interesse pubblico. Un’opera che ho trovato appaltata con quel tipo di gara era un’opera che non poteva andare alla malora. Grazie successivamente all’amministrazione straordinaria che si è sostituita all’impresa quando l’impresa è stata oggetto di una interdittiva antimafia, grazie all’amministrazione nominata dalla Procura, grazie alla collaborazione con i commissari e con l’ente appaltante che è il Comune di Pedace (oggi Casali del Manco) si è portata a compimento l’opera. E l’opera c’è, è lì. L’imprenditore Barbieri è stato interdetto, questi sono problemi che non conosco nel merito perché in corso d’opera la figura di Barbieri è venuta meno».

In merito alla contestazione della Procura secondo la quale la somma stanziata dalla Regione è stata disposta nonostante il mancato avanzamento dei lavori, Oliverio, parlando con i giornalisti, ha sostenuto che «gli stati di avanzamento non competono al presidente della Regione perché ci sono organi tecnici. Ritengo che l’opera sia stata realizzata e infatti con l’amministratore delegato straordinario nominato dalla Procura si è fatto un grande lavoro per chiudere e completare questo investimento. E’ importante andare alla sostanza. Per quanto riguarda la forma posso dire che il presidente della Regione è molto ligio e scrupoloso al rispetto della legalità, lo dico senza ombra di essere smentito. L’operato della burocrazia? Rispondo di quello che mi è stato contestato, un abuso d’ufficio. Io ho chiarito che nemmeno un abuso d’ufficio io ho commesso. Un abuso che come reato contestato è molto diffuso, non perché ci siano chissà quali responsabilità degli amministratori ma perché si può incorrere in un abuso d’ufficio facilmente per dover assumere responsabilità. Ma questa volta nemmeno questo c’è».

Il governatore ha reso noto che continuerà lo sciopero della fame almeno fino al 27 dicembre prossimo, giorno in cui è fissata l’udienza del Tribunale del riesame che dovrà valutare il ricorso del suo legale, l’avv. Vincenzo Belvedere. 

«Il 27 abbiamo il Riesame – ha detto – e mi determinerò. Sono fiducioso perché la mia posizione in questa vicenda è chiarissima, è adamantina. E non ci possono essere nemmeno interpretazioni perché è molto chiara. Perché quando c’è la luce del sole non ci sono ombre».

«Io – ha aggiunto Oliverio – sono tranquillo, so di avere sempre agito nell’interesse collettivo. Io non ho mai utilizzato un euro di risorsa pubblica per agire contro l’interesse comune. Naturalmente ci sono diverse funzioni nella pubblica amministrazione. La mia è la responsabilità di governo della Regione, poi ci sono le strutture amministrative, ci sono gli enti che operano ognuno per le proprie responsabilità. La mia responsabilità è volta esclusivamente all’interesse pubblico. Lo sottolineo con forza perché non accetto, lo ripeto ancora una volta, che possa essere infangata o offuscata la mia vita, la mia storia di amministratore pubblico, di uomo impegnato nella politica. Perché del contrasto alla criminalità organizzata ho fatto uno dei motivi fondamentali del mio impegno politico e istituzionale».

Share

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

Share
Share
EDICOLA DIGITALE