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CATANZARO – È giunta davanti al giudice per l’udienza preliminare il procedimento penale scaturito dall’operazione Last Generation scattata a giugno del 2019 coinvolgendo 35 persone accusate a vario titoli di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso perché riconducibile alla cosca Gallace di Guardavalle.

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Si terrà, infatti, il 9 marzo prossimo, davanti al gup di Catanzaro, l’udienza preliminare a carico di 35 persone accusate di operare per conto di Vincenzo Aloi, di 25 anni, nipote di Vincenzo Gallace, considerato esponente di spicco della locale di ‘ndrangheta. L’inchiesta dalla quale è scaturito il procedimento è stata condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro, coordinati dalla Dda del capoluogo, e denominata “Last generation”.

Fiumi di droga, cocaina, hashish e marijuana, avrebbero dovuto coprire in particolare le “esigenze” del mercato estivo del soveratese. Dall’inchiesta è emerso che il quantitativo di droga sul quale l’organizzazione poteva contare era talmente elevato da coprire non solo il territorio del soveratese ma da permettere lo smercio degli stupefacenti anche in Lombardia, in particolare a Milano, nel Maceratese e anche all’estero.

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