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Condannato l’assessore del Comune di Lamezia Terme Tranquillo Paradiso, rischio incompatibilità dalla carica?
LAMEZIA TERME – Tre anni di reclusione e l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. E’ la sentenza di condanna di primo grado nei confronti dell’imprenditore e attuale assessore comunale di Lamezia Terme Tranquillo Paradiso, accusato di reati tributari relativi agli anni 2016 e 2018 (legge 74 del 2000 articolo 5 che punisce chi non presenta la dichiarazione dei redditi quando l’imposta evasa supera determinate soglie). A pronunciare la condanna il giudice della sezione unica penale del tribunale di Lamezia Terme Gian Marco Angelini.
Eletto consigliere e poi nominato assessore
Paradiso, dopo essere stato eletto consigliere comunale nella lista di Forza Italia, è stato surrogato in quanto nominato assessore dal sindaco Murone (era stato eletto consigliere comunale anche nelle due precedenti consiliature del 2015 e del 2019) con delega ai rapporti con il Consiglio, Polizia municipale, Sistemi informativi e transizione al Digitale.
Condannato assessore di Lamezia, rischio incompatibilità?
Con la condanna, anche se di primo grado, considerata la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici, resta da capire se per Paradiso scatterebbe quanto prevede la legge 235 del 31 dicembre, (nota come “Legge Severino”), oppure la legge 39/2013 che stabilisce le cause di inconferibilità degli incarichi per motivi di incompatibilità con sentenze di condanna penale. In particolare, secondo l’articolo 3 della legga 39/2013 le persone condannate, anche non in via definitiva, per reati contro la pubblica amministrazione non possono ricevere alcuni incarichi dirigenziali pubblici. E per l’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) nel caso in cui l’ipotesi di incompatibilità sia sopravvenuta a seguito di elezione o nomina a componente di organo di indirizzo politico, la decadenza dall’incarico amministrativo deve essere contestata dal segretario comunale in qualità di Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza.
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