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Processo “Grecale” a Catanzaro: tre condanne e sette assoluzioni per gli illeciti nella gestione dei laboratori dell’università.


CATANZARO – Si è chiuso con un bilancio di tre condanne, un patteggiamento e sette assoluzioni il processo con rito abbreviato scaturito dall’inchiesta “Grecale”. L’indagine aveva acceso i riflettori su una serie di illeciti legati alla gestione di due stabulari, i laboratori con cavie vive destinate alle sperimentazioni per progetti di ricerca, situati all’interno dell’Università Magna Graecia di Catanzaro. Il giudice per l’udienza preliminare di Catanzaro, Gilda Danila Romano, ha emesso la sentenza ridisegnando le responsabilità dei protagonisti coinvolti nella vicenda.

LE CONDANNE E IL PATTEGGIAMENTO

La pena più pesante è stata inflitta a Giuseppe Caparello, direttore del dipartimento di Prevenzione dell’Asp veterinaria di Catanzaro. Caparello è stato condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione. Il Gup ha tuttavia escluso nei suoi confronti l’accusa di associazione per delinquere. Condannata a 4 anni di reclusione la figlia, Maria Caparello. Secondo l’accusa di corruzione mossa dagli inquirenti, la donna sarebbe stata ammessa illecitamente alla scuola di specializzazione in Farmacologia e Tossicologia clinica proprio in virtù di un rapporto corruttivo intercorso tra il padre e l’ex rettore dell’ateneo. La terza condanna riguarda Emilio Russo, sperimentatore e supervisore delle attività di ricerca nei laboratori, a cui sono stati inflitti 9 mesi e 10 giorni. Ha invece scelto la via del patteggiamento lo sperimentatore Antonio Leo, concordando una pena di 1 anno, 11 mesi e 10 giorni.

PROCESSO “GRECALE” SETTE ASSOLUZIONI A CATANZARO: CADE L’ACCUSA PER SCIENZIATI E ISPETTORI DELL’UNIVERSITÀ

Il verdetto del gup ha parallelamente scagionato un folto gruppo di indagati, tra cui spiccano i nomi di diversi docenti e responsabili scientifici dei progetti. Durante la mattinata, in sede di repliche, era stato lo stesso pubblico ministero Saverio Sapia a invocare l’assoluzione per Pierfrancesco Tassone (responsabile scientifico), istanza pienamente accolta dal giudice nel dispositivo.

Insieme a lui, il giudice ha assolto con formula piena gli altri sei imputati: Vincenzo Mollace (professore universitario e responsabile scientifico), Daniele Torella (responsabile scientifico). Assolto anche Luca Gallelli (membro della commissione del concorso per la scuola di specializzazione al centro del caso), Luciano Conforto e Domenico Voci (entrambi veterinari dell’Asp di Catanzaro addetti alle ispezioni e ai controlli all’interno degli stabulari) e Vincenzo Musolino. Con questa pronuncia crolla gran parte dell’impianto accusatorio per la componente scientifica e di controllo della struttura universitaria. Lascia invece circoscritte le responsabilità penali ai filoni della corruzione concorsuale e delle specifiche condotte gestionali dei laboratori.

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