L’inaugurazione della nuova terapia intensiva
3 minuti per la letturaCATANZARO – È stata inaugurata nella mattinata di ieri, la nuova Terapia Intensiva di Cardiochirurgia dell’Azienda Ospedaliera “Dulbecco”. La struttura è stata realizzata grazie ai finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) ed a risorse regionali. Un reparto concepito per rafforzare la risposta sanitaria ai pazienti con patologie cardiache più complesse. Un reparto che vuole consolidare il ruolo dell’Azienda come riferimento regionale per la cardiochirurgia.
La nuova unità operativa completa il percorso assistenziale dedicato ai pazienti sottoposti ad interventi cardiochirurgici. Una gestione post-operatoria altamente specializzata attraverso tecnologie di ultima generazione e spazi progettati secondo i più recenti standard di sicurezza e funzionalità.
Alla cerimonia inaugurale, preceduta dalla benedizione impartita da don Cognetti, hanno preso parte il direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiochirurgia, Pasquale Mastroroberto, il commissario straordinario dell’Azienda, Simona Carbone, il rettore dell’Università Magna Graecia, Gianni Cuda, la coordinatrice del reparto Brunella De Leonardis, insieme ai rappresentanti della politica regionale, alla vicesindaco di Catanzaro Giusy Iemma, al presidente della Provincia Amedeo Mormile ed al presidente dell’Ordine dei Medici di Catanzaro, Enzo Ciconte.
La nuova Terapia Intensiva della Dulbecco dispone di sette posti letto completamente attrezzati. Monitor multiparametrici, sistemi di ventilazione meccanica di ultima generazione, apparecchiature per il monitoraggio emodinamico avanzato e dispositivi di assistenza extracorporea. Gli ambienti garantiscono e elevati standard di sicurezza infettivologica, percorsi separati per pazienti e operatori e spazi dedicati ai familiari. Presente anche una centrale di controllo che assicura il monitoraggio continuo delle condizioni cliniche.
«Non è una scatola vuota», ha sottolineato il direttore della Cardiochirurgia Pasquale Mastroroberto, ricordando come il reparto sia già operativo dalla scorsa settimana. «Questa struttura rappresenta il completamento del percorso assistenziale della nostra cardiochirurgia, dalla diagnosi all’intervento, fino alla rianimazione e alla successiva riabilitazione».
Secondo Mastroroberto, il nuovo reparto segna un deciso salto di qualità rispetto alla precedente terapia intensiva. Dal 2022 la struttura ha registrato circa 500 accessi all’anno, superando complessivamente i duemila pazienti trattati negli ultimi quattro anni. Numeri strettamente collegati all’attività chirurgica del centro, che esegue oltre 500 interventi l’anno e che nel 2025 ha superato quota 600 procedure. Un volume che colloca la Cardiochirurgia del “Dulbecco” tra i centri di riferimento italiani di fascia medio-alta per attività e risultati clinici.
Il bacino di utenza, ha evidenziato il direttore, serve pazienti provenienti dalle province di Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia e Cosenza. Adesso il dipartimento dispone ora di 24 posti letto di degenza ordinaria, ai quali si aggiungono i sette della nuova Terapia Intensiva.
«Abbiamo scelto di investire sulle realtà in grado di offrire una risposta immediata ai bisogni di salute dei cittadini», ha spiegato il commissario straordinario Simona Carbone. «La nuova organizzazione dell’Azienda Dulbecco punta a valorizzare le eccellenze attraverso investimenti strutturali e tecnologici capaci di rafforzare l’offerta sanitaria regionale». Anche sul fronte universitario l’apertura della nuova Terapia Intensiva rappresenta un investimento strategico.
Per il rettore dell’Università Magna Graecia, Gianni Cuda, la nuova terapia intensiva costituisce «un ulteriore passo nel percorso di crescita dell’offerta assistenziale dell’Azienda Dulbecco», consentendo al tempo stesso di migliorare le attività di formazione e ricerca attraverso l’utilizzo di tecnologie avanzate e un’elevata casistica clinica. Con il completamento della nuova Terapia Intensiva di Cardiochirurgia, l’Azienda Ospedaliera Universitaria rafforza così il proprio ruolo di hub regionale per le alte specialità, con l’obiettivo di ridurre la mobilità sanitaria verso altre regioni e consolidare un modello di assistenza sempre più qualificato per i pazienti calabresi.
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