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Nino Spirlì

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CATANZARO – Due comuni come “zona rossa” e sette in “zona arancione”. Sono questi i provvedimenti adottati dal presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, con l’ordinanza numero 83 emessa questa sera.

Il provvedimento prevede limitazioni agli spostamenti delle persone fisiche e sospensione delle attività scolastiche in presenza, nei Comuni identificati come “zona rossa” di Giffone, nel Reggino, e Caccuri, nel Crotonese, mentre la “zona arancione” riguarda i comuni di Mangone, Rovito, Spezzano della Sila e Zumpano, tutti in provincia di Cosenza, Anoia, Rosarno e Taurianova, in provincia di Reggio Calabria.

L’ordinanza, è spiegato, è stata emessa «sulla base dei dati epidemiologici analizzati a livello regionale e in relazione alle interlocuzioni con i Dipartimenti di Prevenzione territorialmente competenti». Per quanto riguarda i due Comuni zona rossa «si registra una elevata incidenza di nuovi casi, che rapportati alla popolazione residente e al contesto di riferimento, impongono l’adozione di misure limitative alla circolazione delle persone fisiche, associate alle cosiddette “zone rosse”».

Per quanto riguarda i Comuni di Mangone, Spezzano della Sila, Rovito, Zumpano, Anoia, Rosarno e Taurianova «si registra un trend in crescita dei nuovi casi confermati, con presenza di focolai, che hanno interessato talvolta anche il personale scolastico e gli alunni, che impongono l’adozione di misure intermedie associate alle “zone arancioni” al fine di limitare i momenti di possibile assembramento che potrebbero dar luogo a nuovi contagi, non diversamente contenibili».

Il periodo di limitazioni riguarda la fase dal 31 ottobre 2020 e fino a tutto il 13 novembre 2020.

Nelle zone arancioni è previsto che «non siano consentiti spostamenti delle persone fisiche, dalle ore 21,00 alle ore 05,00 del giorno successivo. Siano consentiti soltanto gli spostamenti motivati da esigenze lavorative, situazioni di necessità, situazioni di urgenza o motivi di salute. La sospensione, in presenza, delle attività scolastiche di ogni ordine e grado, con ricorso alla didattica a distanza».

Spirlì: «Dobbiamo fare decongestionare gli ospedali»

«Ci auguriamo che, grazie alla nuova ordinanza, nelle prossime due settimane la curva dei contagi possa scendere. Abbiamo la necessità di far decongestionare gli ingressi negli ospedali e di fermare l’aumento dei contagiati. Tutti insieme ce la facciamo». È quanto afferma il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, in merito alla ordinanza 83, emanata oggi.

«La nostra regione, come tutte le altre d’Italia – spiega Spirlì – non è esente dagli attacchi del Covid-19, per cui, di volta in volta, per contrastarlo, bisogna stabilire ciò che è buono e ciò che non lo è. In questi giorni, ho incontrato rappresentanze colte dei sanitari calabresi e studiosi del fenomeno; mi confronto costantemente con le categorie interessate alle decisioni che devono essere prese e mi fido anche di quel poco tempo che prendo per me per poter decidere».

Quanto alla paventata chiusura delle scuole, il massimo rappresentante della giunta regionale chiarisce: «Se ne è parlato troppo, si sono fatte congetture senza voler accertare che le decisioni, in questo frangente, non possono essere figlie né degli entusiasmi, né della fretta o della leggerezza. Firmare un’ordinanza è una cosa seria e mi sento di dire, in perfetta coscienza, che il tempo che di volta in volta mi prendo è quello giusto, il risultato di una serie di consultazioni e di studi di dati precisi che devono essere valutati prima di qualsiasi decisione».

«L’ordinanza di oggi – continua il presidente ff – è specifica e chiarisce un concetto che noi stiamo tenendo vivo nelle decisioni finali: esistono zone fortemente colpite, le zone rosse, altre che sono altamente colpite, le zone arancione, e poi territori che sono tenuti sotto sorveglianza giorno dopo giorno».«Sappiamo perfettamente – dice ancora Spirlì – che le scuole non sono un luogo di contagio, ma sono frequentate da persone e, molto spesso, gli asintomatici non sanno di essere vittima del virus. Per cui – fermo restando che non è in discussione il sistema scolastico e la grande capacità che ha dimostrato fino a oggi di garantire e tutelare studenti e il personale docente e non – abbiamo la necessità, in quei paesi dove il numero dei malati ha superato un certo coefficiente, di fermare le attività che creino motivi di vicinanza».

«Dobbiamo essere pazienti, tranquilli, e – aggiunge Spirlì – riflettere su tutte le cose che facciamo. Dobbiamo essere accorti nei nostri spostamenti, nei nostri gesti, in tutto quello che facciamo. Non diamo per scontato che il virus possa essere lontano da noi. Ricordiamoci di usare le mascherine, di sanificare le mani e di lavarle spesso».«Abbiamo insegnato tanto a molti durante la prima ondata. Questo – conclude il presidente ff della giunta – non è un nuovo lockdown, ma è comunque un periodo molto duro perché la seconda ondata potrebbe essere più lunga rispetto a quanto noi speriamo che sia. Mi auguro che potremo costantemente comprenderci vicendevolmente. Non sarà mai preso un provvedimento contro qualcuno, cercheremo sempre di fare gli interessi di tutti».

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