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Un'ambulanza dell'Asp di Catanzaro

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LAMEZIA TERME – Anche ieri, per il quarto giorno consecutivo, l’ambulanza del servizio del 118 di Lamezia Terme nel turno che va dalle 14 alle 20 è risultata senza alcun medico a bordo.

Tutto ciò succede senza che nessuno intervenga, nemmeno per giustificarsi. Intanto, sono arrivate le piastre monouso, in sostituzione di quelle scadute, fatto che ieri è stato salutato con piacere anche al coordinamento PET di Lamezia Terme, punto di emergenza territoriale. Le piastre monouso, come è noto, sono utilizzate per trasmettere dal macchinario al paziente due scariche ed il gel adesivo, con cui sono ricoperte, ha scopo conduttivo oltre che adesivo. Nel tempo accade che la pasta tende a seccarsi perdendo così le sue proprietà conduttive, facendo diminuire la funzione salvavita perché il defibrillatore non darà la sua scossa terapeutica ottimale. Ecco perché per assicurare un utilizzo efficace del defibrillatore è di fondamentale importanza assicurarsi che le piastre abbiano un’ottima adesione sulla pelle.

Questi ritardi rivelano quanto sia caduto in basso il servizio di emergenza urgenza. Come si possa pensare di fronteggiare un territorio così vasto con una sola ambulanza, in dotazione all’ospedale lametino, senza medico a bordo e senza le apparecchiature necessarie? Ciò rasenta la pura follia. Si è giunti a questa situazione non per demeriti degli operatori sanitari, che si affannano ogni giorno, ma per la politica dei tagli che hanno messo in ginocchio la sanità.

Qualcuno, all’arrivo delle piastre monouso utili in caso di infarti, ha commentato «che tristezza prendere atto di vivere in un paese in cui un articolo conta di più della vita delle persone, forse la denuncia di ieri del Quotidiano del Sud avrà fatto breccia in qualche cuore indurito».

Il commento getta anche un’ombra su tutti quelli che nella catena di comando dell’Asp di Catanzaro e della Regione Calabria hanno lasciato le ambulanze sguarnite di medici, delle piastre monouso e di chissà cos’altro, ed hanno semplicemente permesso che accadessero fatti gravi, come la morte di un anziano, a novembre scorso, prima che un’ambulanza potesse raggiungerlo nel tentativo di salvargli la vita.

L’ambulanza con medico a bordo prevede inoltre un autista e due soccorritori di livello avanzato. «Come si può pensare di tagliare il servizio dei medici a bordo delle ambulanze per risparmiare, dimenticando che quel servizio può salvare una vita umana? – si domanda il Codacons, che proprio ieri denunciava i ritardi e le inefficienze del Punto di emergenza territoriale di Lamezia Terme, concludendo «non ci sono parole per chi ha “tradito” la professione medica approvando dei protocolli che prevedono la sola presenza di infermieri a bordo delle ambulanze. Sembra una guerra che si combatte sulla pelle dei calabresi, dove i vincitori sono sempre dalla stessa parte».

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