2 minuti per la lettura
Bando Elisoccorso, Azienda zero delega l’Asp di Catanzaro. Il servizio fondamentale ma scaduto nel 2017 e gestito finora in proroga.
COSENZA – Sarà l’Asp di Catanzaro, delegata da Azienda zero, ad occuparsi della nuova gara per l’affidamento del servizio di elisoccorso regionale. La decisione, presa nei giorni scorsi, è motivata dal fatto che Azienda zero non è ancora qualificata dall’Anac come stazione appaltante per importi superiori alla normativa per gli affidamenti diretti. La procedura è quantomai necessaria, anche se molto probabilmente risulterà molto più costosa dell’attuale.
Questo perché il servizio di elisoccorso regionale, al momento affidato a tre aziende con capofila Elitaliana, è sostanzialmente scaduto nel 2017 e da quasi dieci anni va avanti a proroghe tecniche con aggiustamenti delle tariffe al rialzo nel corso del tempo. Nel frattempo, però, le cose si sono estese: piazzole e abilitazione al volo notturno in quasi tutta la Calabria, utilizzo del sistema di elisoccorso sempre più marcato soprattutto nelle fasi di maggiore carenza del sistema 118 e costi che superano i cinque milioni di euro mensili per tenere in piedi un servizio fondamentale.
BANDO ELISOCCORSO: LE LENTEZZE BUROCRATICHE E LA SCELTA OBBLIGATA DI DELEGARE L’ASP DI CATANZARO
La questione è però rimasta in un cassetto per un decennio e continua a scontrarsi con procedure burocratiche lente. Azienda zero aveva provato ad effettuare una procedura di affidamento aggregata con altre regioni, sfruttando le relative stazioni appaltanti, ma i tempi si sarebbero allungati ulteriormente nonostante le proroghe triennali d’ufficio degli anni scorsi. E neanche la Stazione unica appaltante della Regione Calabria avrebbe garantito i tempi «brevi» richiesti da Azienda zero per chiudere la questione con un nuovo affidamento. E quindi toccherà all’Asp di Catanzaro e alla sua stazione appaltante verificare tutte le procedure per l’affidamento del servizio di elisoccorso regionale.
IL PARADOSSO DEL CONTRATTO FANTASMA E IL CASO DEL MEZZO SPOSTATO NEL LAZIO
Il grande paradosso è che attualmente il contratto che regolamenta il servizio in Calabria è una carta “fantasma” sparita nei meandri della Regione. Ma non da oggi, è almeno dal 2016 che non si riesce a fare chiarezza sulle regole di ingaggio delle aziende che ne garantiscono il funzionamento. Cinque anni fa ci fu anche il “mistero” dell’elicottero in servizio in provincia di Cosenza trasferito ufficialmente per manutenzione negli hangar laziali della società. mezzo che, però, proprio in quei giorni effettuò voli di soccorso proprio nel Lazio, nonostante i costi venissero coperti dall’Asp di Cosenza. Una storia che si concluse dopo una settimana di sostanziale stop del servizio su tutta la provincia e sulla quale non c’è mai stato un chiarimento ufficiale. Adesso di dovrà ripartire dall’inizio con un nuovo bando che, visti i tempi, avrà costi maggiori rispetto a quelli sostenuti fino ad oggi. Forse.
COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA