Da sinistra Ezio Bonanni, Eulalia Micheli e Pasquale Montilla
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Sul dato dell’impatto dei danni dell’amianto in Calabria il grido d’allarme dal convegno dell’Ona alla Cittadella regionale: «Il quadro reale è sottostimato»
CATANZARO – Si scopre che c’è una forte sottostima dei dati ufficiali relativi all’impatto dell’amianto in Calabria e che ci sono gravi ritardi.
Questa operazione verità si deve alla prima grande convention regionale sull’amianto e sugli altri rischi cancerogeni, che è stata organizzata dall’Osservatorio Nazionale Amianto (Ona) presso la Cittadella Regionale. In questo contesto si sono registrate la relazione dirompente del medico epidemiologo, Orlando Amodeo, la testimonianza di un paziente oncologico e la protesta di un attivista, tutti e tre crotonesi.
AMIANTO IN CALABRIA, DATO SOTTOSTIMATO
Erano presenti in platea anche ex lavoratori delle fabbriche, affetti da patologie tumorali, e le terze classi dell’Istituto tecnico commerciale “Lucifero” di Crotone. Grande assente il governatore Roberto Occhiuto, per “impegni legati alle vicende climatiche, che hanno colpito la nostra regione”, come ha riferito l’assessora Euralia Micheli, che ha porto i saluti istituzionali. E’ intervenuta, invece, in videoconferenza la sottosegretaria Wanda Ferro.
LO STATO DELL’ARTE IN CALABRIA
Gli organizzatori sono riusciti, intanto, a fare il punto sullo stato dell’arte dell’esposizione ambientale in Calabria. In particolare, il presidente dell’Ona, l’avvocato Ezio Bonanni, ha richiamato l’attenzione sulla forte sottostima dei dati ufficiali relativi all’impatto dell’amianto in Calabria. «I numeri del Registro nazionale dei mesoteliomi fotografano solo la punta dell’iceberg», ha premesso Bonanni per poi avvertire che «riguardano esclusivamente il mesotelioma e non tengono conto dell’intero spettro delle patologie asbesto-correlate né del sinergismo con altri agenti cancerogeni».
AMIANTO, 118 CASI DI MESOTELIOMA IN CALABRIA FINO AL 2021
Secondo l’VIII° Rapporto ReNaM- citato dal relatore- in Calabria risultano ufficialmente 118 casi di mesotelioma fino al 2021, ma oltre 500 diagnosi sono state fatte fuori regione a causa della mobilità sanitaria. «Questo dato da solo dimostra quanto il quadro reale sia sottostimato. Molti casi- ha proseguito Bonanni- sfuggono al censimento perché diagnosticati altrove o non intercettati dal sistema regionale di sorveglianza». Grande preoccupazione è stata espressa per le criticità strutturali del Centro operativo regionale (Cor) e per il contesto del Sin di Crotone, ancora gravato da ritardi nelle bonifiche.
IL DATO DAL SIN DI CROTONE
È entrato, quindi, nel merito della situazione dei siti di interesse nazionale (Sin) il professore Pasquale Montilla, oncologo e responsabile scientifico dell’Ona. «Nel Sin di Crotone- ha asserito- siamo di fronte a un modello avanzato di oncologia ambientale, caratterizzato da un’esposizione cronica a metalli e a residui industriali, che ha inciso sui processi biologici delle persone».
Il modello, sviluppato dall’Ona, supera la sola lettura epidemiologica e consente di passare dai dati statistici alla misurazione diretta degli effetti biologici delle esposizioni, «entrando finalmente- come ha spiegato Montilla- nel corpo del paziente attraverso analisi biologiche avanzate».
LA PRESSIONE TOSSICA SISTEMICA
Questo permette di evidenziare una pressione tossica sistemica e persistente e di far emergere indici di rischio onco-tossicologico legati al bioaccumulo di cancerogeni industriali. «L’obiettivo è anticipare la malattia, intervenendo prima che l’alterazione biologica diventi patologia conclamata, spostando l’attenzione dalla sola denuncia del danno alla presa in carico clinica degli esposti, in linea con gli indirizzi europei del Beating Cancer Plan», ha concluso Montilla.
AMIANTO, IL RAPPORTO “SENTIERI”
Partendo, quindi, dai dati epidemiologici dell’ultimo rapporto “Sentieri”, il medico epidemiologo Orlando Amodeo ha denunciato che nel Sin di Crotone insistono un termovalorizzatore e un inceneritore di proprietà di società private. Ha chiesto polemicamente tra gli applausi: «Chi li ha autorizzati? A Crotone il tasso di mortalità prematura per malattie croniche mostra un aumento del +6,7% nei maschi e del +10,8% nelle femmine, e c’è un eccesso di mortalità per tutti i tumori in età pediatrica». Un socio dell’associazione “Cittadini Liberi”, Roberto Salerno, ha protestato con il capo del Dipartimento Ambiente, Salvatore Siviglia, per il rilascio di queste autorizzazioni. Il vicepresidente della stessa associazione, Enzo Filareto, che ha avuto un tumore al cervello e soffre di metallinosi pesante, pur non avendo mai lavorato nelle fabbriche, ha sollecitato i medici crotonesi a rompere l’omertà. Da parte sua, Siviglia ha descritto un quadro molto critico sulla presenza e sull’abbandono di amianto.
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