Tempo di lettura 6 Minuti

CATANZARO – C’è una Calabria “debole”, che appare quasi incapace a reagire alla crisi economica che la attanaglia da troppi anni. Persino in difficoltà dopo alcuni, piccoli, segnali di ripresa mostrati negli ultimi anni. Una regione finita come in una palude, al punto che l’aggettivo “stagnante” compare più volte nella relazione. Il quadro delineato dalla Banca d’Italia, nella relazione annuale sull’andamento dell’economia in Calabria, è fortemente critico.

La relazione illustrata nella filiale di Catanzaro rappresenta le tante difficoltà di una terra in cui il reddito di cittadinanza rappresenta ossigeno per le famiglie, mentre gli unici e deboli segni di aumento riguardano il porto di Gioia Tauro (attraversato però da una netta crisi negli ultimi anni) e le presenze (comunque non molte) nel settore turistico. Troppo poco per svoltare un’economia in difficoltà.

Crescita debole e occupazione in calo

L’analisi, dunque, è inquietante: «Nella prima parte del 2019 – evidenzia BankItalia – la crescita dell’attività economica in Calabria è risultata debole, confermando il rallentamento già in atto nella seconda metà del 2018. La produzione nell’industria ha continuato a espandersi, nonostante il netto calo delle esportazioni che rappresentano però solo una quota ridotta delle vendite. Il settore dei servizi ha mostrato segnali di debolezza, più intenso nel settore del commercio, solo parzialmente compensati dalla positiva stagione turistica. L’attività nelle costruzioni è stata fiacca: da una parte il modesto recupero delle compravendite di abitazioni è insufficiente a sospingere l’attività produttiva del settore, dall’altra il comparto delle opere pubbliche risente del lento avvio dei lavori previsti nella regione». 

Secondo la Banca d’Italia, «nel complesso l’attività di investimento delle impresse è rimasta stagnante. La redditività si è mantenuta stabile rispetto all’anno precedente, continuando dunque ad alimentare la liquidità».

Non funziona il mercato del lavoro, se si considera che «nella media del primo semestre del 2019 l’occupazione in Calabria è scesa, dell’1,1%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in linea con il resto del Mezzogiorno e in controtendenza rispetto al lieve incremento osservato in Italia. In particolare, l’occupazione autonoma è calata mentre quella alle dipendenze – osserva la filiale regionale della Banca d’Italia – è rimasta sostanzialmente stabile. Il tasso di disoccupazione è leggermente aumentati, ampliando il divario rispetto alla media nazionale».

Dunque, «nel mercato del lavoro si è interrotta la fase di recupero registrata nello scorso triennio. La dinamica occupazionale è risultata più sfavorevole per il lavoro autonomo rispetto a quello alle dipendenze». Bankitalia ha evidenziato che «il tasso di occupazione delle persone tra i 15 e i 64 anni di età è sceso nel primo semestre al 40,1% (dal 40,8 dello stesso periodo del 2018). Il tasso di disoccupazione è lievemente salito, ampliando ulteriormente il divario rispetto a quello italiano (rispettivamente 22,7 e 10,4%). Tale dinamica – prosegue – è stata comunque attenuata dal contemporaneo calo delle forze di lavoro; il tasso di attività è così sceso al  52,2% (dal 53%)”.

Rallenta anche il credito

La Banca d’Italia ha rilevato che «la crescita dei prestiti al settore privato non finanziario ha ulteriormente rallentato. Alla dinamica ancora negativa e in peggioramento dei prestiti alle imprese, su cui incide anche un’offerta di credito selettiva verso la clientela più rischiosa, si è comunque contrapposta la crescita dei finanziamenti alle famiglie. Il deterioramento del credito si è attenuta per le famiglie, mentre si è stabilizzato per le imprese su livelli storicamente bassi in tutti i principali settori. Dal lato del risparmio finanziario – sostiene la filiale regionale dell’istituto – si è rafforzata la crescita dei depositi bancari, sia per le famiglie sia per le imprese. Nel contempo, si è attenuato il calo del valore degli altri strumenti finanziari detenuti presso il sistema bancario».

L’effetto del Reddito cittadinanza

La misura del Reddito di cittadinanza, in una condizione così complessa, ha fatto segnare quasi una svolta: «A partire da aprile – evidenzia BankItalia – i redditi familiari hanno beneficiato delle prime erogazioni del Reddito di cittadinanza, una misura di contrasto alla povertà a supporto dei redditi delle famiglie più in difficoltà economica, avente anche finalità di politica attiva del lavoro. Secondo i dati più recenti dell’Inps, riferiti al mese di settembre, in Calabria i nuclei familiari beneficiari di Reddito di cittadinanza o di Pensione di cittadinanza ammontavano a circa 64mila, pari all’8% delle famiglie residenti in regione (7% nel Mezzogiorno). L’importo medio mensile erogato è stato di 484 euro per famiglia».

Il direttore della filiale regionale della Banca d’Italia, Sergio Magarelli, ha evidenziato che «le misure, attualmente varate e rafforzate, di sostegno al reddito e di contrasto della povertà potrebbero avere una buona influenza sui consumi e ricreare quel clima di fiducia che l’attuale rallentamento della crescita economica ha attenuato». Quanto all’impatto del Reddito di cittadinanza in Calabria, Magarelli ha osservato che «siamo ovviamente in una fase di studio, vederne gli effetti concreti sugli eventuali incrementi dei consumi è difficile dire e potremmo capirlo nelle nostre rilevazioni alla fine dell’anno, certo è che comunque in genere le misure di sostegno al reddito hanno consentito alle famiglie in povertà assoluta di ridurre l’intensità della loro povertà. Quanto all’impulso alla parte lavoro di questa misura, lo vedremo nel prossimo anno».

Il calo dell’export

Anche le esportazioni di merci , nel primo semestre del 2019, «hanno subito un deciso calo, dopo il forte aumento dell’anno precedente».

«Le vendite – evidenzia BankItalia – sono diminuite a prezzi correnti del 25% rispetto al periodo corrispondente del 2018. Tra i principali settori di specializzazione regionale, il calo è stato particolarmente accentuato nell’export di mezzi di trasporto e di macchinari e apparecchi meccanici, mentre è risultato più contenuto per l’industria alimentare e per le sostanze  e prodotti chimici. Pur interessando tutti i principali mercati di sbocco, la contrazione – rileva la Banca d’Italia – è stata particolarmente accentuata per i paesi extra Ue, dove sono dirette circa metà delle vendite all’estero».

Cresce il porto Gioia Tauro

Tra le note positive ci sono quelle relative al porto di Gioia Tauro: «Dopo il calo registrato nell’ultimo biennio – evidenzia BankItalia – nei primi otto mesi del 2019 si è osservata una crescita del 3,6% nel traffico container a Gioia Tauro rispetto al periodo corrispondente dello scorso anno».

Aumentano turisti e passeggeri in aeroporti

Altro dato in crescita è quello relativo al turismo. «In base alle stime dell’Osservatorio sul turismo della Regione – evidenzia infatti il report – nei primi mesi dell’anno le presenze di turisti in Calabria sarebbero cresciute del 2,6% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente».

Secondo Bankitalia, nel settore del turismo «prosegue il trend positivo in atto dal 2015”, con un “incremento che avrebbe riguardato sia i turisti italiani sia quelli stranieri. In linea con l’aumento degli arrivi di turisti – aggiunge la Banca d’Italia – i dati di Assaeroporti indicano che nei primi nove mesi dell’anno è cresciuto il numero di passeggeri transitati negli scali aeroportuali regionali. L’incremento ha riguardato sia la componente nazionale sia quella estera, saliti entrambi di oltre il 10%, anche per effetto dell’aumento del numero dei voli».

La questione meridionale e criminale

Il direttore della filiale regionale della Banca d’Italia, Sergio Magarelli, ha concluso l’incontro aggiungendo: «Una crescita come quella che vogliamo non può neanche ipotizzarsi senza risolvere due grandissime questioni che interessano tutto il Paese, la questione meridionale e la questione criminale. La prima – ha aggiunto Magarelli – riguarda circa un terzo della popolazione nazionale, la seconda riguarda tutto il tessuto economico e non solo del nostro Paese. Entrambe devono essere risolte e affrontate a livello politico, economico e, lasciatemi aggiungere, culturale».

  •  
  • 2
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •