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La protesta degli autobus a Catanzaro

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CATANZARO – Una lunga colonna di autobus, clacson che hanno suonato all’impazzata e striscioni. Gli uffici della Regione Calabria, a Germaneto di Catanzaro, sono stati invasi questa mattina dalla protesta di cinquanta aziende calabresi che da anni si occupano della mobilità di migliaia di persone.

La crisi economica provocata dal Covid-19 ha messo a dura prova il settore delle autolinee, ma la situazione attuale, emersa con la fase 2, non ha migliorato la condizione e l’intero comparto, hanno evidenziato i manifestanti, è completamente in ginocchio.

I trasporti privati, infatti, non riesce a ripartire, nonostante linee guida e annunci di interventi, mettendo a rischio anche decine e decine di posti di lavoro. Le aziende coinvolte denunciano che oltre ottanta automezzi sono completamente fermi da mesi, dopo avere svolto per anni un servizio fondamentale di collegamento in Italia e all’estero con la copertura dei collegamenti con il Nord Italia, ma anche con Svizzera, Austria, Germania, Francia, Belgio e Lussemburgo.

Il video della protesta

Il blocco dei collegamenti tra regioni incide notevolmente, penalizzando anche gli emigrati calabresi che non hanno potuto rientrare nella loro terra d’origine o recarsi nelle varie zone dove vivono i familiari.

Gli autobus che hanno invaso Germaneto provengono da tutta la regione, mobilitati dopo la richiesta di intervento della Confapi Calabria (settore Trasporti) a sostegno della categoria dei trasporti privati di merci e persone e inviata agli assessori Domenica Catalfamo (Lavori pubblici), Fausto Orsomarso (Sviluppo economico e Turismo), Gianluca Gallo (Welfare, politiche sociali e per la famiglia) e alla presidente Jole Santelli.

Nella richiesta sono state formalizzate delle proposte, dato il rallentamento del trasporto merci e la sospensione del trasporto persone per fini turistici. (sa.pu.)

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