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Il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo

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CATANZARO – Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro (detto «il JR dell’entroterra lagunare»), e il governatore della Liguria, Giovanni Toti, hanno fondato un nuovo partito prosciugando notevolmente Forza Italia. Ieri a Montecitorio è stato presentato simbolo (scritta bianca su sfondo fucsia, un tricolore stilizzato sopra e una banda blu sotto) e nome, “Coraggio Italia”.

Il quartier generale di Brugnaro a Roma è all’Hotel Eden. L’atto notarile firmato dal comitato promotore prevede la nascita entro 60 giorni del nuovo movimento politico. Del comitato promotore fanno parte quattro capi delegazione: Luigi Brugnaro, Giovanni Toti, Marco Marin e Gaetano Quagliariello.

Il gruppo conterà 23 deputati alla Camera mentre al Senato, dove sono in sei, si è aggiunto Sandro Biasotti, ex governatore. Ma il nome “Coraggio Italia” era stato depositato il 15 aprile scorso. Il centrodestra sembra ripartire dalle Repubbliche Marinare: abbracciati per la photo-opportunity ecco il governatore ligure Toti, il sindaco di Venezia Brugnaro, e il senatore Quagliariello, forte di un cugino ex sindaco di Amalfi. Manca Pisa.

Naturalmente la cosa ha infastidito l’ex Cav che, come riporta Adnkronos, pare «abbia tentato fino all’ultimo di dissuadere gli azzurri pronti a lasciare Fi per “Coraggio Italia”. Adesso Forza Italia è al governo, è forte, è un errore andar via, avrebbe assicurato il Cav al telefono in questi giorni con alcuni suoi parlamentari insofferenti, sottolineando che così si rischia di indebolire il partito azzurro appena tornato in maggioranza con il governo Draghi di unità nazionale. Berlusconi avrebbe anche fatto notare che Brugnaro gli aveva promesso che avrebbe fatto delle liste civiche fuori da Forza Italia e invece poi non è stato così, visto che il sindaco di Venezia ha poi fatto il pieno tra i parlamentari azzurri».

Il nuovo partito nasce al Nord ma guarda al Sud, dove era già presente con una avanguardia legata a Toti che, per saggiare il terreno, portò da Genova, l’oriundo Antonino Minicuci di Melito Porto Salvo, alle ultime elezioni di Reggio Calabria. Toti è di casa in periferia. Nei giorni scorsi ha organizzato banchetti in tutta Italia per il 2X1000, soprattutto in provincia di Reggio Calabria. E, tramite Gaetano Quagliariello, ha fatto casting per presentare una lista alle elezioni regionali di ottobre.

Pare che sia della partita anche il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, che lascia la Lega. Le prime avanguardie totiane si concretizzarono in Calabria già nell’ottobre scorso con la costituzione del Movimento Mediterraneo che aderì appunto a “Cambiamo”. Dopo l’affermazione della relativa lista alle elezioni comunali di Reggio Calabria (4,6% e un eletto) si crearono i prodromi per costituire una forza regionale che oggi si allarga e si consolida con la presenza di Brugnaro.

L’esecutivo nazionale di “Cambiamo” affidò all’ex senatore Franco Bevilacqua, già vicino a Gianni Alemanno, l’incarico di coordinatore regionale; confermando nel ruolo di coordinatore provinciale per Reggio Calabria Saverio Anghelone, consigliere comunale del capoluogo reggino.

Inoltre, nominarono coordinatori delle provincie di Catanzaro e Vibo Valentia, rispettivamente Raffaele Mancini, già sindaco di Soverato e consigliere provinciale e Nicola D’Agostino, già sindaco di Vibo Valentia. Roberto Occhiuto non deve temere niente, i promotori sono affluenti della sua causa. Il candidato inizierà la campagna elettorale del centrodestra nel prossimo mese di luglio.

LE REPLICHE

In merito alla notizia su riportata, riceviamo e pubblichiamo quanto segue: “L’indiscrezione pubblicata sul vostro giornale, secondo cui il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo sarebbe pronto ad aderire al movimento “Coraggio Italia”, è priva di qualsiasi fondamento: Abramo è regolarmente tesserato con Forza Italia”.

Si prende atto della smentita del sindaco Abramo. D’altra parte abbiamo usato il condizionale perché conosciamo il vortice degli spifferi nella fase pre-elettorale. (B. G.)

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