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Vincenzo Farina, presidente Confesercenti

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CATANZARO – «Non abbiamo bisogno di nulla di straordinario, ma di ragionare in termini di ordinario. Ciò che è ordinario non deve diventare straordinario». Vincenzo Farina, presidente di Confesercenti Calabria e imprenditore turistico, analizza con l’AGI le aspettative nutrite rispetto all’inizio della nuova legislatura regionale, dopo che la presidente Jole Santelli si è insediata ufficialmente.  

Farina  indica, a titolo di esempio, l’istituzione del treno che collega la Calabria a Roma utilizzando la fascia ionica anziché la tirrenica, normalmente più sviluppata nei collegamenti: «Questo treno è passato come una grande rivoluzione per la fascia ionica e la Sibaritide – ha sottolineato Farina – ma siamo davanti ad un intervento ben pensato e le cose normali non possono diventare eccezionali. Lo straordinario è altro, mentre questo fa parte di una normale crescita del territorio».

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Secondo il presidente di Confesercenti, infatti, «altra cosa è pensare a lavori e modelli di sviluppo, con ognuno che metta la sua idea. Non ci interessa la lista della spesa per i prossimi cinque anni di governo, tenendo anche conto di questa alternanza politica che caratterizza il governo della Calabria, quasi come fosse una cosa voluta da parte di una politica che non riesce a dare risposte concrete».

Il turismo e il commercio rappresentano l’ossatura, secondo Farina, dell’economia calabrese essendo «strettamente collegati tra loro». Ma il presidente di Confesercenti  sottolinea: «Facciamo sforzi immani per fare arrivare gente in Calabria, ma poi il territorio non è pronto e i servizi sono inadeguati. In questo modo tutta la promozione è vanificata». Farina auspica che «chi governerà questa regione faccia una azione di buonsenso, confrontandosi con chi per mestiere fa accoglienza turistica, ha le botteghe nei centri storici e vive sulla sua pelle tutte le problematiche di questa terra per potere immaginare grandi progetti di sviluppo».

La linea scelta da Confesercenti Calabria, dunque, è quella di «non fare una lista della spesa, perché interessa il metodo», mentre nel merito, così come proposto anche in campagna elettorale, è stata sottolineata l’esigenza di avere un Testo Unico per le attività produttive, una maggiore attenzione per il commercio e la rivisitazione della vigente legge regionale sul turismo.

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