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Amalia Bruni con la sua squadra di candidati

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CATANZARO – Finalmente sorrisi. Di quelli che dalle parti del centrosinistra, da sempre attenti a prendersi un po’ troppo sul serio anche e soprattutto nelle liti furibonde e nelle divisioni, non si vedevano da tempo. Sarà stato il calore di qualche raggio di sole che squarcia il cielo grigio di una domenica settembrina, o la soddisfazione per essere comunque riusciti a mettere in campo un progetto e una squadra credibile, ma ieri mattina a Villa Trieste, nel cuore del centro storico di Catanzaro di sorrisi ce ne erano tanti, e anche abbastanza distesi.

«Noi siamo la vera innovazione e la vera rivoluzione, una rivoluzione gentile», dice la candidata alla presidenza della Regione per il centrosinistra, Amalia Bruni, carica e pronta a caricare il suo esercito di “persone perbene” nel corso della presentazione dei 168 candidati della sua coalizione al Consiglio regionale.

«È una manifestazione che ho voluto fortemente perché abbiamo bisogno di fare vedere agli amici calabresi quanti siamo e che belle facce pulite abbiamo, tutti i candidati, tutti i rappresentanti di partiti e movimenti che appartengono a questa larga coalizione di centrosinistra. Questo è l’esercito bello e positivo che deve invadere la Calabria per riscattare questa terra dalle negatività, dalla fogna in cui siamo stati trascinati ormai da più di 20 anni – ha aggiunto Bruni – io penso che questa sia la squadra a cui i calabresi devono guardare con attenzione perché rappresentiamo davvero la voglia di cambiamento».

«I candidati sono stati scelti uno a uno, non sono persone che si sono offerte, la stragrande maggioranza è gente che non fa della politica il primo mestiere, sono tutte persone che hanno costruito pezzi di cultura sul territorio. Quindi, sono nomi nuovi, puliti, che non hanno bisogno di essere passati al setaccio e non daranno alcun tipo di sorprese. A priori c’è stato il codice etico, ma nei fatti non è stato necessario applicarlo».

La ricercatrice “allieva prediletta di Rita Levi Montalcini”, come ripetono con orgoglio da giorni i rappresentanti della coalizione, non le manda certo a dire altri due candidati presidenti espressione nell’area del centrosinistra, il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e l’ex governatore Mario Oliverio.

«Con riferimento a Oliverio, ho rifiutato quella lista esattamente perché aveva dei candidati per i quali si poneva un problema di opportunità di candidatura, quindi rimando al mittente. Quanto a de Magistris, non si deve neanche lontanamente permettere di fare illazioni sulla mia persona».

«Relativamente alla mia similitudine con la candidatura di Callipo, la verosimiglianza è solo nell’essere civico – poi precisato la Bruni – Il mio è un impegno all’ottica del servizio della collettività, ho intenzione di rimanere, lo dico e lo ribadisco perché molti temono che si possa realizzare la stessa situazione che avvenne sfortunatamente per Callipo».

Certo, il tema clou della campagna elettorale resta la sanità. «Gli aspetti della sanità – ha concluso Bruni – sono sotto gli occhi di tutti. Ci sono responsabilità cocenti, sempre sulla pelle dei calabresi. Nonostante il commissarimento è possibile quindi operare proponendo soluzioni e facendo di tutto per realizzarle. È la mancanza di visione e di competenza che ha impedito di migliorare comunque la sanità calabrese». 

A calcare la mano sul  “ticket Spirlì-Occhiuto” è il commissario regionale del Pd, Stefano Graziano, che ha chiuso il ciclo dei rappresentanti di partiti e movimenti che hanno presentano i candidati delle sette liste. Sono, infatti, intervenuti nell’ordine: Caio Fiore Melacrinis (Centro democratico); Nico Stumpo (Articolo 1); Marilene Bonavita e Giovanni Miriè (Partito degli Animalisti); Alessia Alboresi e Alessia Sisca (Europa verde); Francesca Rosa D’ambra (Psi); Carlo Tansi (Tesoro Calabria); Massimo Misiti (M5S). Tra i presenti anche il deputato Antonio Viscomi e la senatrice Silvia Vono.

«Poi c’è un signore che, come capite dal mio accento, conosco bene, che ha lasciato Napoli distrutta, nell’anarchia, nel disastro amministrativo – ha detto Graziano -. A Napoli si sente dire: lo mandiamo Calabria perché forse fa meno disastri a Napoli. All’altro signore (Oliverio) ho difficoltà a dire qualcosa, perché io penso che chi ha avuto una storia e ha avuto tanto dal partito deve dire una sola parola: obbedisco e sto con la Bruni».

Insomma, «un mese e mezzo fa nessuno credeva che facevamo sette liste, e invece l’abbiamo fatto – conclude Graziano -. Eraclito diceva “sogna l’impossibile e l’impossibile accadrà”, io sogno che il 4 ottobre Amalia Bruni sarà presidente della Regione Calabria».

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