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De Magistris (a destra) con Laghi, Lo Schiavo e Conia

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LAMEZIA TERME – Un movimento nazionale che parta dalla Calabria. Smaltita la delusione del risultato elettorale, Luigi de Magistris torna sul luogo del “misfatto”, convocando un’assemblea del suo movimento.

Nonostante la pesante sconfitta l’atmosfera era tutt’altro che deprimente, anzi. Basti guardare alle presenze. C’erano praticamente tutti i candidati che hanno dato vita ad una maratona retorica sull’analisi del voto di circa quattro ore. Tanti interventi e tutti appassionati.

Il punto di partenza è stata un’ammissione di colpa relativa alla composizione delle liste. Il ragionamento che ricalcava un po’ il modello delle comunali alla fine, grazie al sistema elettorale regionale, si è rivelato inefficace e soprattutto ha portato ad un sottodimensionamento della rappresentanza in Consiglio regionale.

Una riduzione delle liste, forse, avrebbe creato meno confusione negli elettori e una canalizzazione del voto. C’era anche da fare i conti con qualche protagonismo eccessivo, forse, ma la storia e soprattutto le elezioni non si possono fare con i se e con i ma. Comunque anche le frizioni interne sembrano essere svanite almeno in questo dibattito.

Poco male perché de Magistris ha ribadito che viste le condizioni date, ovvero senza apparati di partito e con pochissimi fondi, il risultato finale è stato più che positivo. Mai un movimento civico in Calabria era arrivato a percentuali simili. Un segnale di incoraggiamento ad andare avanti quindi.

«130mila elettori che hanno utilizzato la matita come un fucile della democrazia, un fucile con i fiori – ha detto con la sua solita enfasi de Magistris – con amore e romanticismo, non certo con i proiettili. Siamo il secondo partito dopo Forza Italia. Abbiamo deciso di ripartire uniti, con l’orgoglio di avere due bravissimi consiglieri regionali, Antonio Lo Schiavo e Ferdinando Laghi, che porteranno in Consiglio le battaglie della Calabria pulita, le battaglie della Calabria onesta, per i diritti, per la Costituzione nella lotta alle mafie».

La conseguenza più immediata è quindi che DeMa come movimento politico andrà avanti per allargarsi ad altre realtà e su questo i due consiglieri regionali hanno dato la loro piena disponibilità. A fine ottobre è in programma una grande manifestazione pubblica a Cosenza dove de Magistris ha raggiunto il 30 per cento, mentre nella vicina Rende è arrivata al 33 (il dato più alto nei comuni sopra i 15mila abitanti). Insomma è la provincia di Cosenza la roccaforte da cui partire per allargarsi al resto del Paese.

«Penso soprattutto a Napoli, la città nella quale sto concludendo il mio mandato di sindaco – ha detto de Magistris – perché in Italia c’è bisogno di una politica che punti sulla questione morale, sui diritti, sull’ambiente, nella lotta alle disuguaglianze, per la giustizia sociale, per le battaglie di genere, per una visione che sia costituzionalmente orientata. Siamo ripartiti, oggi, con lo stesso coraggio gioioso che ha caratterizzato una campagna elettorale fatta di tanto romanticismo. Adesso è la fase di maggior concretezza, maggior pragmatismo, maggior organizzazione e io ci sarò. Ci sarò sempre per la Calabria, una terra a cui ho sempre dato tanto. Continueremo tante battaglie. In Calabria, nel Sud, a Napoli, in tutto il Paese, in tutto il Mediterraneo».

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