X
<
>

Domenico Tallini con Sergio Abramo

Share
2 minuti per la lettura

CATANZARO – Non ci va leggero, Domenico Tallini, ex presidente del Consiglio regionale della Calabria, nel commentare quanto accade in merito al futuro della Società Aeroportuale Calabrese Spa che gestisce gli scali di Lamezia Terme, Crotone e Reggio Calabria, pronto a passare nelle mani esclusive di soggetti privati. E richiamando alle proprie responsabilità anche il sindaco, e presidente della Provincia di Catanzaro, Sergio Abramo, segna un ulteriore allontanamento politico dall’ex alleato, ed ex azzurro, voluto a suo tempo quale candidato alla guida delle due importanti istituzioni.

«Non mi meraviglia affatto – dichiara Tallini – il danno provocato dal presidente facente funzioni, Spirlì, in merito alla vicenda Sacal, il mio giudizio su di lui è ben noto a tutti. La mancata ricapitalizzazione della Sacal da parte del Comune di Catanzaro è stato un grave errore che purtroppo, associata all’analoga decisione adottata da altri Enti (come la Provincia), ha spalancato la strada alla privatizzazione della società. Fin quando sono stato in Consiglio Comunale (nel 2017 ho autonomamente deciso di non candidarmi) ho sempre impedito che passasse la logica dell’uscita dalla Sacal. Più volte è stata proposta e più volte ho contribuito a respingerla».

«Non ho mai accettato l’impostazione ragionieristica che non considerava strategico l’aeroporto, anche perché – a mio modesto parere – la legge non impone l’uscita degli enti locali dalle aziende che erogano il servizio di trasporto, anche quando queste sono in perdita. Altrimenti, avremmo dovuto non ricapitalizzare – come è accaduto più volte – l’Amc. Mi dispiace che nel Consiglio Comunale, tranne qualche eccezione (e devo riconoscere in questo una certa coerenza all’ex consigliere Fiorita), non si siano alzate voci contrarie alla dismissione di fatto delle quote. Ci si è appiattiti sulla logica “ragionieristica”, senza valutare i danni irreparabili che ne sarebbero derivati alla collettività. Ora non riesco sinceramente a capire cosa potrà succedere e se sarà possibile evitare che l’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, vanto della Calabria, possa essere gestito e controllato solo dalla parte privata. Posso solo augurarmi – conclude Tallini – che la Regione eserciti con forza il suo ruolo e che il Governo intervenga, a salvaguardia degli interessi della Calabria e dei suoi cittadini, tutelando il carattere pubblico di questa fondamentale infrastruttura».

A tal proposito, chiede la convocazione di un consiglio comunale straordinario sul tema, il consigliere Antonio Corsi, oltre che sulla privatizzazione dell’aeroporto, anche sullo stato dei lavori della metropolitana, e sul recupero dell’ex stazione di Catanzaro Sala. «Ora che è finita la sbornia elettorale – afferma Corsi – che ha tenuto impegnati per mesi il sindaco e gli assessori, è arrivata l’ora di occuparsi dei problemi concreti. Dubito che ci sia questa volontà, visto il clima di smobilitazione generale che aleggia nel Palazzo Comunale. Tra pochi mesi andremo alle urne e sembra che ognuno, legittimamente, pensi a ricollocarsi. E però la città non può attendere che tutto si aggravi».

Share

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

Share
Share
EDICOLA DIGITALE