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La manifestazione di protesta a Catanzaro

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CATANZARO  – Tornano pacificamente in piazza i tirocinanti di inclusione sociale e ministeriali di tutta la Calabria che, accompagnati dall’Unione Sindacale di Base, hanno presidiato stamattina il piazzale antistante gli uffici della Regione Calabria a Catanzaro per chiedere celerità nella contrattualizzazione e la risoluzione delle problematiche legate ai ritardi nei pagamenti bimestrali.

Una serie di dinamiche che, ha spiegato il rappresentante legale della USB Calabria, Antonio Jiritano, «coinvolgono 4700 tirocinanti degli Enti locali e oltre 2000 tra Miur, Beni Culturali e tribunali che a oggi lavorano con stipendi da 480 euro al mese, pur svolgendo gran parte della mole di lavoro della la pubblica amministrazione che, in Calabria, ha una carenza di organico che si attesta sul 43%».

Le richieste dei manifestanti, giunti da tutte le province calabresi, vanno quindi in direzione dell’ottenimento di una contrattualizzazione che possa eliminare il loro stato di precarietà.

Gli stessi, insieme ai rappresentanti sindacali, sono stati ricevuti durante la mattinata dalla vicepresidente Giusy Princi, vista l’assenza di Roberto Occhiuto impegnato a Bruxelles, col quale è previsto un incontro venerdì.

«Con il Decreto Sostegni abbiamo ottenuto le risorse ma da due mesi aspettiamo l’emanazione di un DPCM – ha spiegato ancora Jiritano – e dal colloquio con la vicepresidente abbiamo capito che i fondi verranno inseriti nel decreto di fine anno della Regione Calabria, il 16 dicembre, per cui contiamo di avere entro natale il DPCM per contrattualizzare tutti i lavoratori».

Un risultato, questo, che concederebbe respiro ai quasi 7000 lavoratori per i quali, ha concluso Jiritano, «si parlerà momentaneamente di un contratto a 12 o 18 ore, con la speranza di poterlo portare a 36 con la prossima finanziaria».

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