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Mimmo Tallini

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CATANZARO – «Il presidente della Commissione antimafia usa il suo potere come una clava per colpire gli avversari. Tutti conoscono i fatti e la totale inconsistenza delle accuse che mi sono state rivolte, da cui peraltro sono stato completamente assolto dalla Corte dei Conti. Ma quel che più conta è che tutti conoscono la mia correttezza, la mia onestà e la mia lontananza siderale da ogni situazione illegale». Il neo presidente del Consiglio regionale della Calabria, Domenico Tallini, conversando con l’AGI, risponde alle parole del presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra. Prima della votazione in aula che ha sancito la sua elezione, Morra aveva ricordato che il suo nome di era tra gli “impresentabili” secondo le valutazioni della Commissione prima delle Regionali del 26 gennaio scorso. Il presidente della commissione parlamentare aveva ricordato alcune vicende giudiziarie dell’esponente politico di Forza Italia che non riguardano, comunque, tiene a precisare, vicende di mafia. Tallini parla anche delle emergenze della sua regione.

«La Calabria – dice Tallini –  potrà ripartire con più velocità se avrà saputo trarre i giusti insegnamenti dall’emergenza». Tallini, 68 anni, è alla quarta legislatura regionale; è stato eletto presidente del Consiglio regionale lo scorso 26 marzo nel corso della seduta d’esordio dell’Assemblea, una seduta chiaramente condizionata dalle rigide misure precauzionali dettate dall’emergenza coronavirus.

«L’immagine del Consiglio regionale senza pubblico e giornalisti, con i consiglieri protetti dalle mascherine chirurgiche, resterà per sempre scolpita nella nostra memoria. Non la cancelleremo più – esordisce Tallini – perché mai cancelleremo il ricordo di questa terribile emergenza che speriamo al più presto di lasciarci alle spalle. Ho accettato questa sfida ben consapevole dei rischi e delle pesanti che responsabilità che ne derivano. Sono però sicuro che usciremo presto dal tunnel e che la Calabria riuscirà a contenere meglio di altre aree del Meridione la pandemia. Affronterò questo impegno con la passione di sempre e con l’aiuto della fede. Confido molto sull’aiuto e sul sostegno degli altri componenti dell’Ufficio di presidenza e di tutti i consiglieri».

Tallini tiene a sottolineare che, nonostante l’emergenza sanitaria, il Consiglio regionale è pienamente operativo. «Viviamo in Consiglio regionale – dice – le stesse drammatiche difficoltà che vivono Camera e Senato e tutte le assemblee elettive in Italia. Dovremo limitare al massimo i contatti interpersonali e privilegiare il lavoro a distanza che con le nuove tecnologie è sicuramente più agile. Andremo in aula in ogni occasione in cui sarà richiesto dall’emergenza e dai bisogni della popolazione, senza atteggiamenti da eroi e comunque senza paura. Sento la grande responsabilità – spiega il presidente dell’Assemblea legislativa – di vegliare sulla sicurezza dei consiglieri regionali, delle loro famiglie, dei dipendenti del Consiglio, dei giornalisti che seguono la nostra attività. Mi auguro ovviamente che tutto questo finisca presto e che Palazzo Campanella torni ad essere il cuore pulsante della politica calabrese. Intanto, procederemo speditamente all’insediamento delle commissioni consiliari, partendo da quelle alla sanità e al bilancio».

Secondo Tallini, comunque, «l’emergenza sta cambiando velocemente i rapporti politici. Ne ho fatto cenno nel mio intervento d’insediamento. I confini tra maggioranza e opposizione diventano più sottili, si annullano addirittura, davanti alla necessità di dare risposte concrete all’emergenza. Sappiamo tutti di dovere combattere una battaglia difficile, contro un nemico silenzioso e letale. Ho colto questo spirito nella votazione sul presidente che ha registrato un risultato più largo, a conferma che anche nell’opposizione si fa spazio l’idea che occorre remare tutti dalla stessa parte. Questo – specifica il presidente del Consiglio regionale – non significa annullare le differenze, i diversi ruoli assegnatici dall’elettorato. Si tratta più semplicemente di prendere atto che si è aperta nel mondo e in Italia una parentesi del tutto nuova e inedita».

Il presidente del Consiglio regionale indica, quindi, le priorità da affrontare: «Ho cercato, nel mio primo intervento, di tracciare alcune linee di lavoro. Quelle più immediate sono legate all’emergenza sanitaria e alla ripresa della vita sociale ed economica dei calabresi non appena avremo superato questa fase. Subito dopo, dovremo avere la capacità di ridisegnare un nuovo modello di sviluppo della Calabria, imperniato sull’ambiente e sul patrimonio ecologico. Paradossalmente, la Calabria potrà ripartire con più velocità, se avrà saputo trarre i giusti insegnamenti dall’emergenza. Lo dovremo fare – aggiunge il presidente del Consiglio regionale – in accordo con la presidente Santelli e la sua Giunta. L’Assemblea dovrà concentrarsi su provvedimenti che incidano su quella che ho definito la madre di tutte le battaglie: il diritto al lavoro. Diritto oggi negato a migliaia di giovani che vanno via dalla Calabria non per cercare nuove opportunità, ma per un disperato istinto di sopravvivenza. Questo non è più accettabile. C’è poi da affrontare – spiega Tallini – il nodo fondamentale del federalismo e dell’autonomia regionale che, per quanto mi riguarda, non può essere una secessione mascherata. La Calabria dovrà avere piena autonomia nei campi dell’ambiente, del turismo, della cultura e dei beni ambientali, delle energie rinnovabili, ma i diritti sacrosanti ad avere una sanità e una scuola uguale per tutti non si toccano». 

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