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L'attore Francesco Colella

Tempo di lettura 3 Minuti

Cocomero&Madeleine: anno secondo! Con l’Inserto Estate del Quotidiano del sud tornano gli incontri nella stagione del Solleone. A tenere a battesimo questo ciclo di interviste l’attore, Francesco Colella.

Colella il set di un’estate ideale?

«Non importa il set, sarebbe ideale se ci fosse una persona che non vedo, nè sento da un anno».

Qual è la sua estate memorabile?

«Tutte le estati trascorse da bambino a Pizzo Calabro. Le serate memorabili in piazza: Mia nonna e le sue amiche sedute ai tavolini del bar Belvedere, al bar Ercole, invece, i miei con la loro comitiva di amici ed io in giro, libero ma protetto, al sicuro e … amato».

Se dovesse scegliere un quadro con i colori estivi?

«I quadri degli impressionisti francesi: Monet, Renoir, Pissarro… ognuno di loro cercava di catturare la luce, soprattutto quella dei pomeriggi estivi e miracolosamente ci riusciva».

La colonna sonora perfetta in un giorno di calura?

«Il suono del mare e delle cicale, al primo pomeriggio, disteso su un letto, tra la veglia e il sonno».

E se, invece, dovesse scegliere un testo teatrale e un film?

«Un film: Accattone di Pasolini».

E se, invece, nei giorni dell’ozio dovesse scrivere una ​ lettera a chi la indirizzerebbe?

«Alla persona che non vedo e non sento da un anno».

Se trovasse spiaggiato un messaggio in bottiglia, cosa vorrebbe ci fosse scritto e da parte di chi?

«Ogni messaggio in bottiglia è una richiesta d’aiuto».

Ad un turista che arriva in Calabria quale luogo (o luoghi) consiglierebbe di vedere assolutamente e perché?

«L’ Aspromonte, che è come un dio volubile della Grecia antica: Feroce o generoso, Crudele o dolcissimo. È il mito perfetto per raccontare le luci e le ombre della Calabria. È di una bellezza che dá i brividi. T’inghiotte nel buio o ti solleva verso la luce. È l’inconscio della Calabria. Sconsiglierei a chiunque esplori l’Aspromonte di vestire i panni del turista. Esplorare l’Aspromonte è un po’ come esplorare se stessi».

C’è un odore o un sapore che come la “madeleine” per Proust, la riporta nei luoghi della sua fanciullezza calabrese?

«Quando morì mia nonna, dopo il funerale, trovammo nel congelatore di casa sua le ultime polpette di melanzane che aveva cucinato per noi. Le mangiammo in silenzio, tra le lacrime».

Lei è più cicala o più formica?

«Una cicala, che cerca, con tutte le forze, di imparare dalle formiche».

C’è un regista tra quelli con cui ha lavorato con cui le piacerebbe girare un nuovo film?

«Dipende dal film, dalla storia, ma sono grato a tutti quei registi che hanno avuto fiducia in me e nel mio lavoro».

E, invece, tra gli attori e le attrici con chi condividerebbe una vacanza?

«Mi basterebbe un’oretta, in un chiosco sulla spiaggia, a mangiare alici fritte e vino bianco con Marcello Mastroianni. In ogni caso è successo, perchè l’ho sognato».

C’è un suono, un verso, che le ricorda immediatamente la stagione del Solleone?

«Il mare e le cicale al primo pomeriggio. L’ho giá detto ma è così».

L’estate è anche la stagione degli innamoramenti improvvisi… I suoi amori estivi?

«L’amore d’estate mi ricorda i miei amori non ricambiati».

La sua estate 2019?

«Per ora sul set, poi in Calabria, nella casa di sempre, coi miei figli e i miei genitori».

L’ultimo libro letto in riva al mare o nella frescura di un pomeriggio in montagna?

«Non leggo mai in riva al mare, non ci riesco. Mi piace leggere a casa, nelle stazioni, sui treni o in qualunque bar. Sono un lettore disordinato. Ho diversi libri aperti. Non li scelgo io, sono loro a scegliere me. Ultimamente ho avuto lìonore di essere scelto da Thomas Mann. Mi ha fatto conoscere i Budddenbrook».

Cosa non manca mai sulla sua tavola estiva?

«Vorrei non mancassero mai Alici fritte e vino bianco. Giá detto anche questo, vero?».

Che rapporto ha col mare?

«Rispondo con una poesia: “Un vapore leggero che bagna la faccia il passo malfermo un giro di chiave e il mare alle spalle che grida alle stelle di mamme bambini e papá che avevano un sogno indurito dal freddo più forte del legno di barca fradicio e infame come il cuore del nostro civile continente e ora è una danza col sangue in riposo di gambe fluttuanti che devia di poco la corsa dei pesci”». ​

Zaino in spalla per un viaggio indietro nel tempo, quest’estate vorrebbe andare a…?

«I ricordi sono i miei viaggi nel tempo. Ogni giorno ne compio diversi».

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