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LO ABBIAMO ascoltato qualche settimana fa a Umbria Jazz, e ora rieccolo. Questa volta in Calabria: Stefano Bollani e il suo “Napoli Trip”. Un disco e un tour. L’appuntamento è per domenica con inizio alle 22 nello splendido scenario del parco archeologico Scolacium a Roccelletta di Borgia, pochi chilometri da Catanzaro. La proposta arriva da “Armonie d’arte festival”, ideato e diretto da Chiara Giordano. Con Bollani al pianoforte ecco Daniele Sepe ai sassofoni, Nico Gori al clarinetto e Manu Katché alla batteria. E allora “Napoli trip”.

Intanto un nuovissimo disco in cui troviamo «le suggestioni intramontabili della musica napoletana classica che ha qui ispirato Bollani in questo nuovissimo progetto nel quale ha voluto coinvolgere Daniele Sepe, un fortissimo personaggio napoletano, ed un compare di vecchia data di Bollani, Nico Gori. Alla batteria il grande Manu Katché che alimenterà di contaminazione culturali internazionali il repertorio della preziosa tradizione partenopea», così viene presentato il lavoro. Fanno parte dell’album anche brani in cui Bollani si esibisce da solo al pianoforte rivisitando i suoi antichi amori musicali partenopei come Renato Carosone e Pino Daniele,  oltre a una canzone di Lorenzo Hengeller dove si accompagna con la sua voce. Ultima canzone del disco è  Reginella, un cammeo senza tempo qui impreziosito dal mandolino di Hamilton de Holanda.

Bollani, ma come nasce il progetto dedicato al canzoniere napoletano?

«Prima di tutto ho contattato Daniele Sepe, perchè da tempo volevo inventare qualcosa con lui. Poi ho allargato la prospettiva e scelto di avere altri punti di vista. Per questo son saliti a bordo Nico Gori, il dj norvegese Jan Bang e molti altri amici».

Napoli per Bollani?

«Una città all’ ombra di un vulcano dunque con una energia sotterranea incredibile».

Concerti a parte, che estate è quella di Bollani?

«Un’ estate in movimento, come sempre».

Se dovesse scegliere una canzone o un pezzo strumentale che la rappresentata?

«Sceglierei il concerto di stasera. Si vive nel presente!».

Bollani artista oramai lo conoscono e apprezzano ma chi è Stefano Bollani in tre aggettivi?

«Che-ne-so (mi scuso, non ho usato neanche un aggettivo!)»

A cosa non rinuncerebbe mai? «A sorridere» Progetti in cantiere?

«A Lipsia l’ 11 settembre, insieme all’ orchestra MDR, suonerò per la prima volta il Concerto Azzurro per pianoforte e orchestra. Arrangiato da Paolo Silvestri, diretto da Kristjan Jarvi che me lo ha commissionato».

Le sue vacanze da bambino?

«Tre mesi a Lido degli Estensi, a far vasche su e giù per “conoscere il mondo”»

Se non avesse fatto il musicista?

«Ci avrei comunque provato».

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