L'incontro col sindaco Mario Occhiuto

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COSENZA – Volti angosciati, rabbia, la paura di essere sfrattati senza preavviso. Così i cittadini cosentini del centro storico a cui è stata annunciata la sospensione del contributo dell’emergenza abitativa di 300 euro per l’anno corrente, destinato a chi non può pagare l’affitto di un alloggio con il proprio reddito, hanno preso parte all’incontro promosso dal Comitato Prendo Casa, occupando le stanze del palazzo del Municipio alla presenza del sindaco, Mario Occhiuto, del capo di Gabinetto Molinari e del dirigente Giovinazzo. Con il reddito di cittadinanza lo Stato prevede già una quota parte aggiuntiva proprio per l’affitto e secondo il primo cittadino di Cosenza le famiglie che ci rientrano non possono usufruire anche del contributo d’emergenza: “Abbiamo chiesto di fare riferimento a questa quota in modo da sgravare il Comune da un esborso che quindi è già previsto dallo Stato. Per la quota restante dei cittadini che non hanno questa possibilità continueremo a sostenere questa misura”, ha puntualizzato il sindaco Occhiuto, consapevole che il contributo dell’emergenza costa al Comune 700 mila euro all’anno.

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“L’emergenza abitativa è appunto un’emergenza e va considerata come tale nei casi che lo richiedono. Si tratta di un sostegno economico limitato ad un periodo di tempo con la speranza che chi ne usufruisce possa trovare un’occupazione stabile per pagare l’affitto di una casa come fanno tutti. Faremo dei controlli e verificheremo chi possiede i requisiti d’idoneità. Non abbiamo lasciato dormire sotto i ponti nessuno fino ad oggi. Con noi sono aumentate le richieste del contributo dell’emergenza ma non i soldi”.

Sono 150 le famiglie che percepivano il contributo e che oggi temono lo sfratto perché al momento non risultano pagati dal Comune gli arretrati relativi ai mesi che precedono l’atto di sospensione, di cui si occuperà il Commissario che si insedierà nei prossimi giorni – attualmente c’è un impedimento di legge – e il futuro incerto che li attende subito dopo i 18 mesi stabiliti come tempo massimo per ricevere il reddito di cittadinanza. Il sindaco spiega che nell’eventualità i cittadini in difficoltà aventi diritto saranno reintegrati nell’elenco a cui è riservato il contributo dell’emergenza abitativa, ma i portavoce presenti hanno spinto la discussione affinché si mettesse nero su bianco ogni garanzia.

La posizione di Occhiuto in questo caso è stata però irremovibile: “Non posso dare garanzie, lo farà eventualmente chi sarà al mio posto, magari non ce ne sarà bisogno perché qualcuno avrà trovato un’occupazione”. Il sindaco ha rinviato l’incontro con una delegazione martedì 28 gennaio alle 9.30.

Il reddito di cittadinanza non convince gli attivisti del Comitato Prendo Casa: “Ammesso che i cittadini abbiano la quota sull’affitto proveniente dal reddito di cittadinanza chi garantisce che una volta tolto il reddito queste persone rientreranno nell’emergenza abitativa se non c’è la copertura come c’è adesso di 700mila euro, cifra che verrà più che dimezzata. Questo lo capiremo martedì, la battaglia è ancora all’inizio”, ha dichiarato Ferdinando Gentile.Gilda Pucci.

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