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ROGLIANO (COSENZA) – I carabinieri di Rogliano hanno concluso un’indagine che ha portato alla denuncia, alla Procura della Repubblica di Castrovillari, di tre persone che, appartenenti allo stesso nucleo familiare, erano tutte riuscite ad ottenere il beneficio del reddito di cittadinanza, percependo dall’Inps circa 1.000 euro al mese dallo scorso maggio.

I militari hanno notato che un 34enne di Lungro, M.S., da tempo residente a Rogliano, già noto per reati in materia di sostanze stupefacenti, era però irreperibile al suo domicilio. L’uomo era stato poi rintracciarlo ad Altomonte dove si era trasferito già dal mese di luglio 2019, presso la casa paterna, senza uscirne mai se non per brevissime commissioni. La circostanza per cui non avesse mai mutato la propria residenza di Rogliano ha fatto insospettire i carabinieri, che hanno scoperto che sia lui che il padre, M.V., 60 anni, erano percettori di reddito di cittadinanza. E poi hanno scoperto che anche la compagna del padre, M.M., 33 anni, di origine romena, percepiva il beneficio.

Ufficialmente, però, i tre risiedevano in abitazioni differenti e facevano parte di altrettanti nuclei familiari. Da qui le denunce e il sequestro delle carte relative al reddito di cittadinanza.

Il provvedimento è stato convalidato dal giudice per le Indagini Preliminari di Castrovillari. I tre dovranno ora rispondere in concorso dei reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e comunicazione non veritiera dello stato di famiglia. Inoltre dovranno restituire circa 9.500 euro frodati all’Inps. Già nello scorso mese di novembre i carabinieri avevano denunciato un intero nucleo familiare di quattro persone, a Scigliano, per gli stessi motivi.

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