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Una protesta dei dipendenti del Parco acquatico

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RENDE (COSENZA) – Tanto tuonò che piovve. Il Comune di Rende ha deciso di avviare la procedura di risoluzione del contratto con la società che gestisce il Parco Acquatico «a causa del reiterarsi di fatti, comportamenti e atteggiamenti incompatibili con le finalità della concessione». Lo ha annunciato il sindaco Marcello Manna spiegando che la decisione è scaturita in seguito «a costanti controlli, richieste e sollecitazioni inviate nel corso di quasi un anno» ai gestori della struttura. «Un atto dovuto, un percorso che ha visto la nostra amministrazione e, in particolare, gli uffici preposti, avviare sin dallo scorso novembre una serie di obiezioni alla società di progetto Parco acquatico Santa Chiara 4.0 per le gravi violazioni delle disposizioni contenute nel capitolato speciale d’oneri», evidenzia il primo cittadino.

«È venuta meno la fiducia nei confronti del delegato individuato dalla società di progetto a tenere i rapporti con la nostra amministrazione che, violando i principi di integrità, correttezza e buona fede che devono caratterizzare i comportamenti dei dipendenti della società in indirizzo e ledendo così la dignità delle persone, ha recato danno all’intera nostra comunità che ha fatto sempre del rispetto, dell’inclusività e dell’uguaglianza i propri principi identitari».

È facilmente intuibile che a far precipitare gli eventi hanno contribuito proprio le roventi polemiche in seguito alle minacce telefoniche di Antonio Vivacqua, responsabile tecnico della società, alla giornalista Erika Crispo, dopo un servizio giornalistico andato in onda su Rai 3. L’opposizione aveva chiesto a gran voce a Manna la revoca della concessione al gestore nonché la convocazione di un Consiglio comunale ad hoc sulla questione.

Il Parco acquatico venne inaugurato e aperto al pubblico (frettolosamente secondo alcuni) lo scorso anno in piena campagna elettorale. L’opera è costata 20 milioni di euro, l’iter per la concessione della struttura è stato a dir poco tortuoso con due gare andate deserte. Alla fine la struttura fu affidata alla Parco Acquatico srl partecipata da tre diverse società: la Tst Group Srls, la Appalto Semplice srl e il Conedil Federimpresa. La Tst è il socio maggioritario ed è amministrata da Vincenzo Spanarelli. Esordio positivo la scorsa estate in termini di presenze e di incassi ma la gestione della struttura mostrò subito alcune falle. I dipendenti hanno infatti denunciato il mancato pagamento degli stipendi. Manna rimarca di aver sostenuto, «nei termini di legge», l’ente gestore della struttura concedendo la rateizzazione delle utenze, oltre ad una ulteriore proroga per il rimborso dei costi sostenuti dall’amministrazione per l’energia elettrica viste le criticità connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19.

«Ma come per altre gravi inadempienze non si è trovato alcun riscontro positivo da parte della società di progetto», rileva il sindaco. Quest’ultimo lamenta che erano state chieste garanzie a tutela dei lavoratori per il tempestivo pagamento delle spettanze dovute ma ad oggi nessuno stipendio è stato ancora retribuito. Tutte circostanze che hanno indotto l’amministrazione comunale a revocare la concessione al gestore. Ora con l’estate alle porte resta da capire, particolare non di poco conto, quale sarà il destino del Parco acquatico.

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