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Ricercato e pluripregiudicato esponente di spicco della famiglia Scornaienchi di Cetraro, costola del clan Muto, Alessio Ricco è ora in arresto
CETRARO – Si è conclusa ieri mattina la latitanza di Alessio Ricco, 41anni, originario di Cetraro, ricercato dal febbraio 2024. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato a Cosenza nel corso di un’operazione congiunta condotta dai militari del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata e dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, con il supporto del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Cosenza e della Squadra Mobile della Questura di Cosenza.
Ricco era considerato un elemento di spicco della famiglia Scornaienchi, storicamente collegata alla più potente cosca Muto, da anni egemone sul territorio tirrenico cosentino. Su di lui pendeva un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Paola, a seguito di una condanna definitiva, ma si era sottratto all’arresto rendendosi irreperibile per circa diciotto mesi. Il blitz è scattato all’alba, al termine di una complessa attività di osservazione e pedinamento. I militari, dopo settimane di monitoraggio, hanno individuato Ricco durante un incontro con alcuni familiari in un’abitazione nella zona collinare di Cetraro. L’intervento è stato rapido e senza colpi di arma da fuoco: l’uomo non ha opposto resistenza.
Secondo quanto riferito dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, che ha coordinato le indagini, l’arresto rappresenta il risultato di un lavoro investigativo mirato, portato avanti dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catanzaro, dal Servizio Centrale ICO e dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Cosenza. Gli inquirenti hanno ricostruito i contatti e i movimenti del latitante, fino a localizzarlo con precisione. Alessio Ricco non era un nome nuovo per gli investigatori. Già nel 2010 finì in manette nell’ambito dell’operazione “Ippocampo”, che aveva smantellato una rete mafiosa dedita al traffico di stupefacenti, ritenuta espressione della ’ndrangheta cetrarese.
GLI AFFARI ILLECITI DI RICCO NEGLI ANNI
Negli anni successivi, il suo nome è comparso in più fascicoli d’inchiesta per traffico di droga, rapina, furto e resistenza a pubblico ufficiale. Il suo arresto di oggi chiude una lunga fase di latitanza che, secondo gli investigatori, avrebbe potuto preludere a un nuovo tentativo di riorganizzazione dei gruppi criminali locali. Ricco, infatti, era ritenuto un soggetto di riferimento per alcuni ambienti vicini alla cosca Scornaienchi-Muto. Cetraro, storica roccaforte della ’ndrangheta del Tirreno cosentino, resta un territorio delicato per la lotta alla criminalità organizzata.
Negli ultimi anni, le inchieste della Dda di Catanzaro hanno documentato un reticolo di affari illeciti che spazia dal traffico di droga alle estorsioni, fino al controllo di attività economiche e appalti pubblici. In una nota diffusa nel pomeriggio di ieri, la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro ha espresso soddisfazione per il risultato ottenuto: “L’operazione odierna conferma l’efficacia del coordinamento interforze e la costanza dell’azione di contrasto ai sodalizi mafiosi ancora radicati nel territorio cosentino”, si legge nel comunicato. Ricco è trasferito in una struttura carceraria ad alta sicurezza, dove resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’esecuzione della pena.
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