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Uno dei mezzi a disposizione della Compagnia guastatori

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CASTROVILLARI (COSENZA) – La seconda Compagnia guastatori di Castrovillari rischia la chiusura. Il nuovo allarme, dopo quelli dei mesi scorsi, è stato lanciato dall’Unità operativa autonoma di Protezione civile Calabria dopo avere appreso le intenzioni dello Stato Maggiore dell’Esercito. La Protezione civile calabrese ha espresso “rammarico e viva preoccupazione per la eventuale cancellazione di un presidio di uomini e mezzi di importanza fondamentale nel caso del verificarsi di situazioni emergenziali”.

In un periodo in cui l’Italia è al centro di diverse emergenze, rischia di chiudere uno dei principali presidi di primo intervento nel Sud Italia. Infatti, la stessa Protezione civile evidenzia che “in una Regione come la Calabria, tra le più esposte ai rischi naturali dell’intera regione del Mediterraneo, e caratterizzata da una storia sismica che ci racconta di tragedie immani, la paventata chiusura della Caserma di Castrovillari, unico presidio del Genio Guastatori in tutta la Calabria, appare una scelta francamente incomprensibile e non in linea con le necessità di sicurezza e di supporto tecnico del nostro territorio in caso di calamità”.

Per sostenere le ragioni di una permanenza del presidio militare, la Protezione civile ha aggiunto: “Proprio l’area del Pollino, per altro, di recente (2012) è stata interessata da un prolungato sciame sismico che non può non consigliare il mantenimento di un elevato livello di attenzione in termini di prevenzione e pianificazione di stati emergenziali. Nonostante ciò, negli ultimi anni si è assistito all’impoverimento complessivo della Caserma che ospita la seconda Compagnia Genio Guastatori di Castrovillari, che ad oggi vede la presenza di poco più di 100 uomini e nessun mezzo d’opera atto al pronto intervento (escavatori, benne, pale meccaniche, camion ribaltabili ecc.)”.

Per questi motivi, la Protezione civile calabrese ha auspicato “che lo Stato Maggiore dell’Esercito possa rivedere radicalmente le proprie strategie organizzative, non solo non procedendo alla paventata dismissione della caserma di Castrovillari, ma, al contrario, prevedendone un cospicuo potenziamento in termini di uomini e mezzi, al fine di garantire, tra l’altro, un adeguato presidio di sicurezza oltremodo necessario, stanti le condizioni di assoluta pericolosità e rischio sismico ed idrogeologico, a cui la popolazione calabrese è tragicamente esposta”.

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