Il sindaco Gianni Papasso

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CASSANO ALLO IONIO (COSENZA) – Poco più di un mese fa era stato vittima di una macabra intimidazione quando ignoti hanno imbrattato la lapide del padre presso il cimitero (LEGGI LA NOTIZIA), adesso il sindaco di Cassano Gianni Papasso denuncia, tramite una nota ufficiale del Comune, di essere stato nuovamente destinatario di minacce.

«Nuove minacce – si legge nel testo – al sindaco di Cassano allo Ionio, Gianni Papasso. Alle ore 12:56 di oggi, da una cabina telefonica pubblica (il numero corrisponde allo 0981-71189) ubicata sul centralissimo corso Garibaldi, di fronte l’ex Banca Carime – si spiega – è stato trasmesso, destinato al telefonino cellulare del segretario generale del comune, Antonio Fasanella, un messaggio minaccioso per il sindaco Papasso».

Quelle ricevute negli ultimi mesi non sono le prime minacce subite dal sndaco Papasso, episodi analoghi si sono gia verificati nel 2015 (LEGGI LA NOTIZIA) e prima ancora nel 2013 (LEGGI LA NOTIZIA).

Questa la trasposizione testuale del messaggio: “Il tuo Capo la sete di potere non lo fa ragionare. Ma quando scenderà da lì è un uomo normale. Allora i suoi figli pagheranno i suoi peccati».

LEGGI IL FASCICOLO IN AGGIORNAMENTO DINAMICO
SULLE INTIMIDAZIONI AL SINDACO GIANNI PAPASSO

Il primo cittadino, impegnato in un convegno presso l’istituto comprensivo ‘Umberto Zanotti Bianco’ di Sibari, su Scuola e Territorio, tempestivamente informato dal segretario Fasanella, appena fatto rientro in Comune, ha deciso di rendere pubblica la minaccia che «tende a creare apprensione e paura anche nel proprio nucleo familiare, considerato che in più occasioni vengono tirati in ballo i figli» ed ha anche informato prontamente le forze dell’ordine.

«È inspiegabile il motivo di tanta cattiveria e dell’accanimento di qualcuno nei miei confronti e di riflesso della mia famiglia – ha sostenuto Papasso – che dal 9 giugno scorso continua o continuano a mettere in atto azioni criminose con l’intento di creare una sorta di coazione psicologica per arrestare l’azione amministrativa che io, insieme alla giunta e alla maggioranza che mi sostiene, stiamo portando avanti per risollevare e rilanciare le sorti della Città di Cassano».

Su quest’ultimo episodio in ordine di tempo il sindaco ha sostenuto che si tratta «solo dell’ultimo gesto criminoso e intimidatorio consumato ai miei danni, dopo i precedenti messaggi minatori arrivati anche su utenze telefoniche di amici e lo sfregio consumato alla lapide funeraria di mio padre, presso il cimitero comunale. Nel ringraziare il Prefetto di Cosenza, Gianfranco Tomao, per avere disposto un servizio di protezione per la propria persona da parte delle forze operanti sul territorio».

Papasso si è detto «stanco di continuare a subire tali atti intimidatori, sommato al clima di odio che taluni continuano a seminare, unitamente all’azione occulta per impedirgli di svolgere la carica di sindaco, democraticamente eletto dal popolo, per il governo della città, che a lungo andare – ha sottolineato – nonostante l’impegno e l’abnegazione quotidiana che profondo insieme all’amministrazione comunale per provocare una inversione di tendenza positiva per le sorti di Cassano, minano dentro facendoti sentire impotente al cospetto della situazione denunciata. Vogliamo continuare a lavorare – ha concluso Papasso – per Cassano, con serenità per il bene comune».

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