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Uno dei dipendenti ripresi nell'indagine

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COSENZA – Operazione contro l’assenteismo i “furbetti del cartellino” a Cosenza. Dalla prime luci dell’alba i militari del comando provinciale della guardia di finanza sono impegnati nell’esecuzione di 16 misure misure cautelari nei confronti di altrettanti dipendenti della pubblica amministrazioni accusati di assenteismo.

L’EDITORIALE: LE IMPRONTE ANTI FURBETTI

Tra le persone coinvolte ci sono un medico e tre infermieri del servizio di assistenza domiciliare ai malati terminali dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, raggiunti da provvedimenti interdittivi nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica nei confronti di presunti assenteisti. Altri otto provvedimenti interdittivi sono stati notificati dai finanzieri del Comando provinciale cosentino ad altrettanti dipendenti del Comune di San Vincenzo La Costa.

IL VIDEO DEI DIPENDENTI RIPRESI DURANTE LE INDAGINI

Nell’ambito dell’operazione della guardia di finanza, è stato eseguito anche un provvedimento cautelare agli arresti domiciliari per bancarotta fraudolenta emesso, nell’ambito di un’altra inchiesta della Procura, nei confronti di un imprenditore. Per lo stesso reati sono stati emessi anche tre provvedimenti interdittivi.

Nonostante gli stessi dipendenti avessero il sospetto che potesse essere in corso un’indagine, proseguivano comunque con il loro comportamento. Le telecamere piazzate dalla guardia di finanza hanno ripreso alcuni lavoratori che timbravano il cartellino cercando di nascondersi mentre timbravano anche per conto di colleghi.

Il caso di medici e infermieri

Quattro, dunque, i dipendenti dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza impiegati presso il Servizio cure domiciliari integrate, un medico e quattro infermieri, che eseguivano la timbratura del cartellino marcatempo attestando “falsamente” orari di ingresso e di uscita non corrispondenti a quelli reali. Il medico, con incarico di effettuare visite domiciliari, dopo aver timbrato la mattina presto, si recava frequentemente da parenti e rientrava in ufficio dopo alcune ore.

Gli infermieri, con incarico di effettuare terapie domiciliari, si scambiavano costantemente e “vicendevolmente” i propri tesserini aziendali, i quali venivano timbrati, nelle varie occasioni, dall’uno o dall’altro dipendente. In sostanza, un solo dipendente eseguiva la timbratura del cartellino marcatempo anche nell’interesse degli altri in modo di far risultare la “presenza” anche dei colleghi assenti. In diverse occasioni di entrata e uscita nel corso della giornata gli impiegati “fingevano” di timbrare il proprio tesserino, digitando solo alcuni numeri, al fine, evidentemente, di dare l’impressione ai colleghi di aver ottemperato all’obbligo di marcatura.

Il tempo con amici e al bar

Diverse le attività di natura privata svolte dagli impiegati in orario di servizio, da visite ad amici a prolungate soste in bar e ristoranti. Per tutti i dipendenti dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza il Giudice delle Indagini preliminari, ha disposto la misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio presso l’Azienda sanitaria per la durata di dodici mesi.

I dipendenti comunali assenti

Sedici i dipendenti pubblici indagati in servizio presso il Comune di San Vincenzo la Costa per aver attestato falsamente la presenza nel Comune pur essendosi ingiustificatamente allontanati. Gli impiegati, attraverso ingressi tardivi ed arbitrari allontanamenti a piedi o in auto, si assentavano durante l’orario di lavoro, senza autorizzazione, per dedicarsi ad attività di carattere privato.

Il Comune, nel periodo oggetto di controlli, accertava la presenza del dipendente attraverso la trascrizione che ogni dipendente era tenuto ad effettuare a mano su un apposito “registro delle presenze” cartaceo dell’orario di ingresso e di uscita e delle eventuali variazioni, apponendo la propria firma autografa.

L’attività svolta dai finanzieri ha permesso di evidenziare la diffusa tendenza dei dipendenti comunali a timbrare il cartellino di entrata ed uscita e annotare gli orari sul “registro delle presenze” anche per altri colleghi. Attraverso indagini, pedinamenti, appostamenti e videoregistrazioni effettuate dai finanzieri, è emerso un quadro di diffusa inosservanza degli obblighi di condotta previsti per i dipendenti della pubblica amministrazione in servizio presso il Comune, agevolata dall’assenza di un efficace sistema di controlli interni. Ripetuti e continui i tardivi ingressi non registrati e gli allontanamenti dal posto di lavoro per lo svolgimento di attività private; condotte consolidate sfociate in un sistema truffaldino attraverso il quale i pubblici dipendenti riuscivano a far ”figurare” la propria presenza sul luogo di lavoro ricevendo l’intera retribuzione giornaliera.

Condotte reiterate a danno del Comune e dei cittadini in termini di disservizi e rallentamento delle attività istituzionali. Per otto dei dipendenti indagati il Giudice delle Indagini preliminari ha disposto l’obbligo di presentarsi tutti i giorni lavorativi, per due volte al giorno, presso le Forze di polizia.

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