Tempo di lettura 2 Minuti

ROSE (COSENZA) – L’allarme incendi continua a destare preoccupazione in tutta la Calabria, in particolare a Rose, centro della provincia di Cosenza flagellato in questi giorni dagli incendi, ben trenta gruppi familiari sono stati costretti a lasciare le loro abitazioni, minacciate dalle fiamme.

Sul posto, insieme ai vigili del fuoco ed al personale della Protezione civile regionale e di Calabria verde, è arrivato anche l’Esercito. I soccorritori hanno chiesto, in particolare, all’Enel di interrompere l’erogazione della corrente per consentire ai canadair di scaricare l’acqua in prossimità del centro abitato. Roghi si segnalano ancora a Longobucco, Castiglione Cosentino e Rende, sempre in provincia di Cosenza.

Proprio in provincia di Cosenza, non accenna ad attenuarsi l’incendio di bosco che dal 25 luglio scorso divampa in località “Monte Paleparto” di Longobucco, centro della Sila Greca. Il fuoco, favorito dal forte vento, ha divorato, al momento, tremila ettari di bosco. Il sospetto, inoltre, è che ci sia chi alimenta le fiamme per motivi speculativi legati all’ utilizzo dei terreni.

La zona, tra l’altro, è attigua alla località Serrastoppa, oggetto nei mesi scorsi di un’attività d’indagine da parte della Procura della Repubblica di Castrovillari per una vicenda di disboscamento abusivo su terreni demaniali.

Il punto della situazione è stato fatto stamattina nel corso di un incontro in Comune cui hanno partecipato il sindaco, Giovanni Pirillo, il comandante dei carabinieri ed il Commissario straordinario di “Calabria verde”, gen. Aloisio Mariggio, che ha inviato sul posto un consistente quantitativo di unità di personale.

Sono in corso inoltre gli interventi dei canadair della Protezione civile. Il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, ha telefonato al sindaco Pirillo per assicurargli «massima attenzione e sostegno». Disagi anche per la notevole quantità di fumo che si sprigiona dalle fiamme, con alcuni casi d’intossicazione tra gli abitanti.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •